13 Mar, 2026 - 15:08

Due anni dalla morte in carcere di Patrick Guarnieri: la famiglia pronta a chiedere la riapertura del caso

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Due anni dalla morte in carcere di Patrick Guarnieri: la famiglia pronta a chiedere la riapertura del caso

Patrick Guarnieri avrebbe compiuto 22 anni oggi, 13 marzo 2026: è morto esattamente due anni fa, in questa stessa data, nella Casa Circondariale di Castrogno a Teramo. Si sarebbe suicidato mentre si trovava in cella di isolamento, impiccandosi.

Patrick, di origini rom e residente a Giulianova, era un ragazzo con disabilità fisiche e intellettive certificate. Nato sordo, era nello spettro autistico ed era anche affetto da cleptomania, un disturbo caratterizzato dall'impulso irrefrenabile di rubare oggetti, spesso anche di scarso valore.

La sera prima di morire era stato portato in carcere, dopo essere evaso dai domiciliari, dove si trovava per un furto.

L'indagine sulla sua morte è stata archiviata come suicidio. Una circostanza a cui la famiglia non ha mai creduto: in occasione del suo compleanno e dell'anniversario della morte, è stata annunciata l'intenzione di richiedere la riapertura delle indagini.

Come sottolinea Adele Di Rocco, presidente del Coordinamento Codice Rosso e vicina ai familiari del 20enne fin dall'inizio, "Patrick era una persona incompatibile con il carcere a causa delle sue gravissime patologie. La sua detenzione ha rappresentato un’ingiustizia. Il suo tragico epilogo non può essere dimenticato".

Caso Patrick Guarnieri, la famiglia chiederà la riapertura del caso

Il dolore per la perdita di Patrick è sempre vivo per la sua famiglia e per chi gli voleva bene. Descritto come un ragazzo sempre allegro, aveva fatto molti progressi negli anni. Grazie a un intervento chirurgico a cui era stato sottoposto da bambino, proprio per migliorare la sua qualità di vita, non aveva più bisogno di utilizzare la Lingua dei Segni per comunicare, ma non si separava mai dal suo auricolare.

Patrick non era mai stato pericoloso, né per sé né per gli altri, evidenzia Adele Di Rocco: inoltre non avrebbe avuto nessun motivo di suicidarsi.

"Era stato già altre volte in carcere, sempre per furto, ed era in attesa di essere trasferito in una struttura idonea fuori Regione" racconta. "Per una persona con autismo sarebbe stato anche difficile riuscire a impiccarsi". 

Secondo quanto emerso, il ragazzo si sarebbe impiccato a una finestra. "Eppure lui era alto un metro e novanta, i suoi piedi avrebbero toccato il pavimento" aggiunge Di Rocco.

L'autopsia ha confermato che il 20enne è morto per asfissia ma "ha rilevato anche segni di percosse" precisa. Questa, però, non sarebbe l'unica anomalia emersa nel caso, su cui i familiari intendono fare chiarezza.

Come annunciato in un comunicato, e confermato da Di Rocco, la famiglia a breve depositerà la richiesta di riapertura delle indagini basata su perizie di parte, testimonianze e ulteriori accertamenti.

La commemorazione a Mosciano Sant'Angelo 

Nel giorno in cui Patrick avrebbe compiuto 22 anni, per onorare la sua memoria, alle ore 17:30 si celebrerà una messa a suffragio a Mosciano Sant'Angelo (Teramo), presso la Chiesa di San Michele Arcangelo.

Il caso ha suscitato commozione, ma anche indignazione e proteste in questi anni. Il carcere di Castrogno è stato segnalato per gravi problemi di sovraffollamento. Nei primi sei mesi del 2024 si sono verificati altri due suicidi, come aveva evidenziato l'associazione Antigone.

"Patrick purtroppo rappresenta tutte le morti nelle carceri d'Italia a causa di patologie fisiche e disturbi psichici" afferma Adele Di Rocco. 

"In suo nome ho richiesto tre interrogazioni parlamentari, un'interrogazione regionale e un consiglio straordinario comunale. Per esempio, abbiamo ottenuto un garante per i detenuti della Regione Abruzzo, che prima non c'era" spiega. Ora la battaglia continua.

"Non ci fermeremo mai nella nostra lotta per la verità e la giustizia" ribadisce la presidente di Coordinamento Codice Rosso. I familiari ne sono convinti: "Il sistema ha fallito nel garantirgli la tutela e il rispetto che ogni essere umano merita".

 

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