13 Mar, 2026 - 12:04

Neonati sepolti a Traversetolo, Chiara Petrolini: "Non sono un'assassina". Le prime parole in aula

Neonati sepolti a Traversetolo, Chiara Petrolini: "Non sono un'assassina". Le prime parole in aula

"Sono stata descritta come un'assassina, come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono questo. Non ho mai voluto fare del male ai miei bambini". Con queste parole Chiara Petrolini, imputata davanti alla Corte d'Assise di Parma per il duplice omicidio premeditato e la soppressione dei cadaveri dei suoi due figli neonati, ha rotto il silenzio in aula, raccontando la propria versione dei fatti. 

Le prime parole di Chiara Petrolini in aula

La studentessa di 22 anni, residente con la famiglia a Traversetolo di Parma, ha parlato in totale per circa sette minuti, leggendo una "lettera". "Quei bambini erano parte di me, non gli avrei mai fatto del male, è una sofferenza che distrugge dentro", ha dichiarato.

E ancora: 

virgolette
Molti qui fuori mi hanno descritto come una brava ragazza, con la famiglia, amici, un ragazzo, che lavorava e studiava, ma questa era solo apparenza. Dentro mi sentivo sola anche quando non lo ero davvero. Era uno spazio vuoto che nessuno riusciva a riempire. Un malessere che mi accompagnava in tutte le mie giornate, mi sentivo sbagliata e giudicata.

Il racconto dei parti e la sepoltura dei figli

Petrolini ha poi ribadito la sua versione, sostenendo di non essersi mai accorta di essere incinta. "C'erano momenti in cui ci pensavo di più, come quando facevo la doccia e vedevo questa pancia di cui nessuno si accorgeva. Allora facevo ricerche, ma non ho mai messo in atto niente", ha spiegato.

Questo il motivo per cui, ha detto, avrebbe continuato a "fumare o bere". Fino al momento dei parti. "Del primo (avvenuto nel maggio 2023, ndr) non ricordo quasi niente - ha riferito in aula - Ho sentito mal di schiena e mal di pancia, mi sono alzata dal letto, mi è venuto da spingere, e ho trovato questo bimbo tra le mani".

A quel punto, si sarebbe accorta "che non respirava", seppellendolo in giardino. Come ha fatto anche la seconda volta, nell'agosto 2024. "Avevo mal di pancia, pensavo di avere il ciclo. Mi sono alzata, ho sentito di dover spingere, mi sono trovata tra le mani questa creatura".

Il medico legale che si è occupato degli accertamenti ha stabilito che il neonato morì dissanguato dopo il taglio del cordone ombelicale. "Non ricordo cosa è successo - le parole della 22enne - mi sono appoggiata al letto, sono svenuta. Al risveglio il bambino non respirava più". E lo ha seppellito. 

La scelta di tenere i neonati "vicino a sé"

Petrolini ha anche detto in aula di aver sofferto per le "perdite". "Ogni giorno mi alzo con un vuoto che faccio fatica a colmare", ha affermato in Corte d'Assise, sostenendo di aver fatto, in quei momenti, "la scelta più giusta che potessi fare: tenerli vicino a me, per non allontanarmi più da loro".

La scoperta avvenne il 9 agosto 2025, dopo che uno dei cani di famiglia, scavando nel giardino della proprietà, dissotterrò uno dei due corpicini. Chiara si trovava con i genitori e il fratello a New York. Furono i nonni, quindi, a dare l'allarme. Si proseguì con un test del Dna; il bimbo risultò essere il secondogenito della 22enne.

Pochi mesi più tardi fu scoperto anche il corpicino del primo neonato. Ora il processo. Dopo aver ascoltato le dichiarazioni spontanee dell'imputata, la pm Francesca Arienti, che insieme al procuratore Alfonso D'Avino rappresenta l'accusa, ha iniziato la sua requisitoria, parlando di "tendenza sistematica e pervasiva della giovane a mentire". Si attendono ulteriori sviluppi. 

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