13 Mar, 2026 - 11:07

Crosetto spiega perché il governo italiano "si mette a novanta gradi" con Trump

Crosetto spiega perché il governo italiano "si mette a novanta gradi" con Trump

"Non una parola contro Trump. Anzi, il suo nome nemmeno l'ha pronunciato": quando Giorgia Meloni ha riferito in Parlamento sulla guerra in Iran, la maggior parte dell'opposizione ha lamentato proprio questo: l'impossibilità, da parte della premier, di tirare in ballo e mettersi contro il presidente degli Stati Uniti.

Perché con lui "ci mettiamo a novanta gradi", per dirla con Milena Gabanelli?

A sentire il ministro della Difesa Guido Crosetto, no: per una semplice ragione di real politik.

Crosetto spiega perché l'Italia non può mettersi contro Trump

In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha spiegato perché il governo italiano non può mettersi contro gli Stati Uniti.

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Avremmo dovuto attaccarlo? Avrebbe dato qualcosa di più anche solo a un cittadino? Come ha detto il presidente Meloni, noi non eravamo al tavolo sull'uranio, che è saltato, e non abbiamo elementi per giudicare se è vero, come hanno detto Usa e Israele, che gli iraniani erano a due mesi dalla realizzazione di un'arma atomica. Loro sostengono che su quel pericolo si fondi la legittimità del loro intervento

ha dichiarato il ministro a Paola De Caro:

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Viviamo un'epoca così difficile anche perché alcuni problemi li pongono Paesi che sono alleati e amici da sempre, ai quali dobbiamo la nostra democrazia e la nostra libertà...

ha ammesso Crosetto. Il cui monito, in ogni caso, è stato questo:

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Non possiamo far saltare alleanze strategiche e inscindibili in momenti così delicati. A volte, bisogna mantenere la lucidità, tacere, non polemizzare, ma agire con tutti i mezzi che abbiamo

Come dire: l'Italia è legata a doppio filo agli Stati Uniti. Impossibile persino immaginare di prenderne le distanze, al di là di chi sia l'inquilino della Casa Bianca.

Lo sviluppo della guerra

Crosetto, sempre nell'intervista che ha dato al CorSera, ha anche confidato che il suo primo pensiero, tanto più dopo l'attacco alla base di Erbil, è quello di mettere in sicurezza tutto il nostro personale, militare e civile, che opera nei teatri di guerra, dall'Iraq al Libano:

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Il mio primo assillo è la messa in sicurezza di tutti

Tuttavia, Crosetto non ha nascosto la sua preoccupazione per come stanno andando le cose in Medio Oriente:

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Io non so se la reazione dell'Iran abbia colto di sorpresa Usa e Israele. Una reazione forte penso che fosse stata messa nel conto. Credo che l'obiettivo sia di costringere l'Iran a rinunciare definitivamente all'arricchimento dell'uranio per scopi bellici

In ogni caso, il ministro ha ammesso:

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Era meno atteso che Teheran reagisse colpendo anche i Paesi vicini, allargando il conflitto regionale e creando una crisi energetica globale, visto che attraverso Hormuz passa il 20% dell'approvvigionamento di gas e petrolio mondiale. Ma una volta che Usa e Israele si sono poste nelle condizioni di essere accusate di essere fuori dal diritto internazionale, le reazioni sono aumentate

E l'Italia e l'Unione Europea? Gli ha chiesto De Caro. E lui:

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Non siamo stati consultati, nessuna nazione al mondo lo è stata. E abbiamo osservato con preoccupazione i preparativi, cercando di difendere le trattative in corso sul nucleare. Ora, non possiamo fare altro che prendere tutte le possibili contromisure per tutelare i nostri cittadini, i nostri militari, la nostra economia e continuare senza fermarci a parlare con tutti. In casa nostra, con maggioranza e opposizione
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