13 Mar, 2026 - 09:59

Meloni chiama, Schlein e Conte rifiutano: il centrosinistra dice no al tavolo sulla guerra in Iran 

Meloni chiama, Schlein e Conte rifiutano: il centrosinistra dice no al tavolo sulla guerra in Iran 

Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, ringraziano ma declinano l'invito di Giorgia Meloni di costituire un tavolo permanente a Palazzo Chigi sulla guerra in Iran e le tensioni nel Golfo Persico. Una scelta criticata da Carlo Calenda e non condivisa da Matteo Renzi.

Ieri mattina la presidente del Consiglio aveva rinnovato - con una nota ufficiale di Palazzo Chigi – l'appello alle opposizioni a collaborare e a dialogare. Un appello, che come già accaduto il giorno prima in Parlamento, è stato declinato seppur con toni molto meno polemici da parte di Pd e Avs.

Giorgia Meloni alla fine ha alzato il telefono e chiamato uno per uno i leader dei partiti di centrosinistra, ricevendo tuttavia la stessa risposta: non pensiamo che un tavolo permanente sulla crisi in Iran sia utile in questo momento. 

Dopo i fuochi di artificio di mercoledì e di gran parte della mattinata di giovedì, tuttavia, in serata i toni si sono abbassati e i leader dell'opposizione (quasi tutti) hanno riconosciuto a Meloni al meno la buona volontà per averci provato e forse, se di mezzo non ci fosse stato il referendum sulla giustizia, avrebbero anche preso in considerazione l'idea di accettare l'invito.

Ma tra una dieci giorni c'è la consultazione e il rischio di fornire ulteriore visibilità alla premier e al governo, non può essere corso.

Meglio aggiornarsi per le vie bravi, quando la situazione lo dovesse richiedere. Questa è la decisione condivisa alla fine da tutti.

Ecco, in sintesi, quello che è accaduto nella convulsa giornata di ieri e perchè Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni hanno detto di 'No' a Meloni.

Le tensioni, le telefonate il no al tavolo a Meloni per il tavolo sull'Iran

La giornata di ieri è stata caratterizzata da una carambola di dichiarazioni e giri di telefonate sull'asse Palazzo Chigi-opposizione. La nota di Giorgia Meloni diffusa in mattinata ha messo in fibrillazione le segreterie dei tre principali partiti di centrosinistra. 

Il messaggio della premier era chiaro: l'appello per un tavolo permanente sulla crisi in Iran è sempre valido, nonostante 'le offoese personali', ma l'opposizione dica chiaramente se vuole collaborare o meno. 

Immediata la replica di Elly Schlein: “Il mio numero ce l'ha, mi chiami”.

Detto fatto. Giorgia Meloni, alza il telefono e nel pomeriggio chiama tutti i leader del centrosinistra. L'esito era comunque scontato, le dichiarazioni della mattinata – tra accuse di bluff e vittimismo – non lasciavano sperare in niente di diverso.

Il giro di chiamate, quindi, si è concluso con la chiusura delle opposizione alla proposta della premier, che però ha assicurato li avrebbe aggiornati telefonicamente sugli sviluppi della situazione nel Golfo Persico, ogni volta che la situazione lo avrebbe richiesto. 

Perché Pd, M5s e Avs hanno rifiutato: il timore di “passerelle” politiche 

Ma perchè i leader dell'opposizione, dopo aver insistito per giorni per avere un dialogo diretto con la premier sulla crisi iraniana, hanno detto di no al tavolo a Palazzo Chigi?

La motivazione ufficiale è che la soluzione proposta dalla premier non è stata giudicata utile in questa fase. “Niente passerelle” hanno detto i leader del campo progressista.

Ieri sera, Elly Schlein, confermando il colloquio telefonico con Meloni ha detto: 

virgolette
Mi ha telefonato la presidente Meloni, siamo rimaste d'accordo che ci aggiorneremo per le vie brevi ogni volta che fosse necessario in una situazione, quella che riguarda il conflitto in Medio Oriente, molto preoccupante anche in riferimento all'attacco che c'è stato alla nostra base a Erbin. 

Stamattina dalle colonne del quotidiano “Domani” la segretaria dem chiede al governo un cambio di passo nelle relazioni con Washington:

virgolette
Se hanno un canale privilegiato con Trump gli chiedano ora di fermarsi. 

Più critica la posizione del Movimento 5 Stelle. Questa mattina Giuseppe Conte ha ribadito la massima disponibilità al confronto, ma in Parlamento perchè il M5s non si presterà a 'passerelle'.

virgolette
Il tema di confrontarsi c’è: assolutamente c’è massima disponibilità. Per quanto riguarda però lo scambio vero istituzionale, la sede è il Parlamento. 

Dice Conte, intervenendo ad 'Agorà' su Rai Tre.

La "passerella" a Palazzo Chigi "a cosa serve? A sottoscrivere la solidarietà, la copertura politica e militare che tu hai fatto a favore di Netanyahu durante il genocidio? Come faccio io a sottoscrivere, a condividere, a essere corresponsabile?". 

Dicono di no anche i leader di Avs, Bonelli e Fratoianni, che pur dando atto alla premier di aver cercato un'interlocuzione, evidenziano come la posizione sulla guerra è talmente differente che un tavolo non avrebbe nessuna utilità.

Terzo Polo diviso: Calenda attacca il centrosinistra e parla di “grave vulnus istituzionale” 

Diversa la posizioni dei partiti dell'ex Terzo Polo. Italia Viva sposa la linea del Pd, ma aggiunge anche che la proposta di Meloni di un tavolo permante alle opposizioni, seppur in ritardo, è stata 'ben accolta'.

virgolette
“La proposta arriva in ritardo ma è ben accolta da tutti noi. Per adesso l’accordo è che le informazioni saranno veicolate per le vie brevi di telefonate e messaggi. Italia Viva conferma la massima disponibilità a confrontarsi a tutti i livelli: in Parlamento, a Palazzo Chigi, nei tavoli che la Premier vorrà convocare.

Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, si è invece detto disponibile a parteciapre al tavolo di confronto.

virgolette
“Ho ribadito la nostra disponibilità a partecipare al tavolo di confronto sulla situazione della guerra nel Golfo, al di là del nostro dissenso sulla politica estera del governo.”

Lo stesso fa il leader di Azione, Carlo Calenda. 

virgolette
Ho ricevuto una telefonata da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ho dato piena disponibilità a partecipare a un eventuale tavolo istituzionale sulla questioni di politica estera.

Calenda poi critica la scelta di Pd, M5s e Avs.

virgolette
Ho capito che le altre opposizioni, sbagliando, non si vogliono sedere. Lo ritengo un grave vulnus istituzionale perchè ci sono due guerre ai confini dell'Europa e la disponibilità del governo a informare le opposizioni, anche in una sede più raccolta e riservata, oltre che in Parlamento è una cosa positiva che va accolta.

 

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