Andrea Sempio torna a parlare pubblicamente delle indagini che lo riguardano, aperte ormai un anno fa. L'occasione è un'intervista mandata in onda dalla trasmissione "Dritto e Rovescio", condotta da Paolo Del Debbio su Rete4, nel giorno del suo 38esimo compleanno, il 12 marzo.
Durante il colloquio con il conduttore, Sempio racconta di aver scritto per molti anni diari quotidiani, un'abitudine presa "per mettere in ordine i pensieri" e ricordare episodi della vita.
"Quando sono venuti da me hanno trovato tonnellate di carta", ha spiegato, riferendosi al materiale sequestrato nella sua abitazione. Tra cui il famoso appunto con scritto: "Ho fatto cose inimmaginabili".
Appunto che Sempio rinvia a "una giornata particolarmente impegnativa", in cui aveva "fatto i salti mortali". "Ora non scrivo più - ha proseguito - Non mi fido".
Nell'intervista il 38enne è poi tornato sulla mattina del delitto, ribadendo di essere andato a Vigevano, di aver trovato la libreria chiusa e di essere tornato a casa. "Il titolo del libro che cercavo? Non me lo ricordo. A me sembra che ormai ci si stia attaccando a ogni virgola", ha riferito, parlando di "inezie".
Ma si è anche soffermato sulla figura di Alberto Stasi, unico condannato per l'omicidio. "Per me è il carnefice" ha detto.
ha dichiarato, ricordando di non aver mai frequentato Stasi. "Mi è capitato una sola volta di incontrarlo, era già successo il delitto e tutto. Eravamo in un locale di Garlasco a cena, lui era in un altro tavolo", le sue parole.
Le indagini, intanto, proseguono. L'unico indagato è proprio Andrea Sempio, che si dichiara estraneo ai fatti. "Secondo me la sua posizione sarà archiviata", ha anticipato a Tag24 il suo ex avvocato, Massimo Lovati.
"Contro di lui non ci sono abbastanza elementi, come non ce n'erano per Stasi, che infatti dovrebbe essere assolto", ha proseguito il legale, avanzando l'ipotesi che Chiara possa essere stata uccisa per "aver visto qualcosa che non doveva vedere".
Ipotesi che, in mancanza di riscontri investigativi, resta al momento una delle tante formulate. Maggiori risposte potranno arrivare dagli accertamenti ancora in corso e dalla consulenza dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo.
La fase di discovery - cioè la consegna degli atti alle parti - è prevista per il mese di agosto. "Io non escludo che la Procura possa chiedere una proroga: sono sicuro che se ne riparlerà nel 2027", ha concluso Lovati.
L'intervista integrale rilasciata dall'avvocato Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, unico indagato per il delitto di Garlasco, a Tag24.