Al direttore del Giornale Tommaso Cerno è tornata in mente "Smemoranda", l'agenda cult degli anni Novanta: c'è stato un periodo, nemmeno tanto lontano, in cui la sinistra, anziché stracciarsi le vesti, ha messo a disposizione le basi italiane per le operazioni militari Usa.
Come dire: i "compagni" sono pacifisti con i governi altrui.
Secondo il giornalista esperto di scenari di guerra Andrea Lucidi, non è vero che l'Italia è in una posizione di assoluta neutralità nella guerra che Usa e Israele hanno scatenato contro il regime degli ayatollah in Iran: da Sigonella già sono partiti degli aerei e dei droni.
Ma, prima ancora che la concessione delle nostre basi sia richiesta ufficialmente dagli Usa e prima ancora che venga discussa in parlamento, come ha annunciato - nel caso - il governo Meloni, il direttore del Giornale Tommaso Cerno si è portato avanti ricordando tutte le volte in cui è stata la sinistra a mettere a disposizione di Washington le nostre piattaforme:
Cerno ha ricordato che "anche in questo caso le basi italiane furono decisive per le missioni aeree".
Ma tant'è: la lista delle concessioni della sinistra agli Usa è ancora lunga:
E ancora:
Allora, ha fatto presente sempre il direttore del Giornale, "il presidente degli Stati Uniti si chiamava Donald Trump e non era un omonimo".
Per Cerno, quindi, si arriva a dimostrare come la sinistra italiana, anche sul tema della guerra, utilizzi due pesi e due misure. I compagni sono "smemorati", a detta del direttore del Giornale: