Nando Pagnoncelli l'aveva rilevato in tempi non sospetti: fino al 24% dell'elettorato del Movimento Cinque Stelle è pronto a votare Sì al prossimo referendum sulla riforma della Giustizia.
Questo, in disaccordo con la direttiva del suo attuale capo politico, Giuseppe Conte. Ma, con tutta evidenza, in coerenza con i suoi vecchi mantra, quelli risalenti al Movimento dell'uno vale uno.
Oggi, una prova di quanto possa risultare vera questa proiezione è saltata a galla leggendo il Foglio.
Il giornale diretto da Claudio Cerasa, infatti, ospita un'intervista all'ex ministro grillino Danilo Toninelli che, sul punto, è illuminante: il cuore grillino del Movimento Cinque Stelle batte per il Sì alla separazione delle carriere e, soprattutto, per il Sì al sorteggio per individuare i componenti del Consiglio Superiore della Magistratura.
Per parafrasare Antonello Venditti, "c'è un cuore che batte nel cuore del Movimento Cinque Stelle". E questo cuore è grillino doc. Grillino delle origini, grillino dei tempi dell'uno vale uno. E quindi: è un cuore che non ha mai accettato del tutto la nuova era di Giuseppe Conte ed è un cuore che batte ancora per Beppe Grillo, il padre fondatore del Movimento che, non a caso, sul prossimo referendum ancora non si è espresso.
Ma tant'è: oggi, a modo suo, l'ha fatto uno dei pochissimi della vecchia guardia che gli è rimasto fedele, Danilo Toninelli:
ha dichiarato a Ruggiero Montenegro del Foglio.
Secondo l'ex ministro delle infrastrutture del governo Conte I, ciò che affascina la base grillina del Movimento non è tanto la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, quanto il sorteggio per individuare i componenti del Csm. Del resto, non è il mezzo per eccellenza per sbaragliare una casta?
Ecco da dove deriva il battito del cuore grillino che voterà Sì al prossimo referendum. Anche se Toninelli ammette:
Ma... c'è un ma che sostanzia politicamente quel sondaggio di Pagnoncelli...
L'ex ministro Danilo Toninelli non svela come voterà al prossimo referendum sulla Giustizia del 22 e del 23 marzo ("Non ho ancora deciso"). Tuttavia, nell'intervista al Foglio, va al punto politico che spiega perché un elettore su quattro del Movimento sarebbe pronto a votare Sì alla riforma Nordio:
Giuseppe Conte invita a votare No perché crede che quella di Nordio sia una riforma "salva-casta"?
E qui, arriva anche un'altra stoccata all'attuale "Guida Suprema" del Movimento: