Il derby europeo tra Bologna FC 1909 e AS Roma accende gli ottavi di finale della UEFA Europa League. La sfida d’andata mette di fronte due squadre italiane con identità di gioco diverse ma accomunate dall’obiettivo di ottenere un risultato positivo in vista del ritorno.
Per entrambe le formazioni si tratta di una gara chiave della stagione europea: il Bologna vuole sfruttare il fattore campo e il buon momento della squadra, mentre la Roma cercherà di gestire le assenze pesanti provando comunque a uscire con un risultato utile.
Il Bologna di Vincenzo Italiano dovrebbe presentarsi alla sfida con il consueto 4-2-3-1, sistema che garantisce equilibrio e allo stesso tempo grande presenza offensiva sulle corsie esterne. Tra i pali è atteso Łukasz Skorupski, punto di riferimento della difesa rossoblù nelle competizioni europee.
Davanti a lui dovrebbe agire una linea difensiva composta da João Mário sulla fascia destra e da Juan Miranda sulla sinistra, con la coppia centrale formata da Martin Vitík e Jhon Lucumí. Il tecnico rossoblù sembra intenzionato ad affidarsi a una difesa fisica ma allo stesso tempo capace di impostare dal basso.
In mezzo al campo la gestione del gioco dovrebbe passare dai piedi di Remo Freuler e Nikola Moro, una coppia che unisce esperienza internazionale e capacità di recupero palla. Sulla trequarti, invece, il Bologna potrebbe puntare sulla qualità e sull’imprevedibilità di Riccardo Orsolini, Jens Odgaard e Jonathan Rowe, chiamati a supportare la punta e a creare superiorità negli ultimi metri.
Resta invece aperto il duello per il ruolo di centravanti, dove Thijs Dallinga parte leggermente avanti rispetto a Santiago Castro. La scelta finale dipenderà probabilmente dal tipo di partita che Italiano vorrà impostare contro la difesa giallorossa.
La Roma di Gian Piero Gasperini dovrebbe rispondere con il suo sistema preferito, il 3-4-2-1, assetto che permette ai giallorossi di occupare bene le fasce e di portare diversi uomini in zona offensiva. In porta è confermato Mile Svilar, ormai stabilmente titolare nelle competizioni europee.
La linea difensiva dovrà fare a meno di un elemento importante come Gianluca Mancini, fermato da una squalifica. Al suo posto dovrebbe trovare spazio Daniele Ghilardi, che andrà a completare il reparto con Zeki Çelik e Evan Ndicka.
Sulle corsie esterne Gasperini potrebbe affidarsi alla spinta di Devyne Rensch e Wesley França, due giocatori che garantiscono corsa e profondità. In mezzo al campo la coppia composta da Bryan Cristante e Niccolò Pisilli sarà chiamata a gestire il possesso e a schermare la difesa.
Sulla trequarti, invece, la fantasia dovrebbe essere affidata al capitano Lorenzo Pellegrini e allo spagnolo Bryan Zaragoza, che agiranno alle spalle dell’unica punta Donyell Malen. L’attaccante olandese sarà il principale riferimento offensivo della Roma, soprattutto considerando le numerose assenze nel reparto avanzato.
Il Bologna arriva alla sfida europea con una situazione piuttosto positiva dal punto di vista della rosa. Lo staff tecnico può contare praticamente su tutti gli effettivi, senza particolari problemi legati a infortuni o squalifiche.
Questo permette a Italiano di gestire al meglio le rotazioni e di scegliere la formazione più adatta a una partita che si preannuncia molto intensa. Avere l’intero gruppo a disposizione rappresenta senza dubbio un vantaggio importante in una gara a eliminazione diretta come quella contro la Roma.
Situazione più complicata, invece, per la Roma, che arriva a questo appuntamento europeo con diverse assenze di rilievo. In attacco pesano gli infortuni di Artem Dovbyk e Paulo Dybala, due giocatori che rappresentano normalmente punti di riferimento fondamentali nel reparto offensivo giallorosso.
Oltre a loro non saranno disponibili nemmeno Evan Ferguson e Matías Soulé, entrambi alle prese con problemi fisici che li tengono lontani dal campo. A queste assenze si aggiunge la squalifica di Gianluca Mancini, che costringerà Gasperini a ridisegnare la linea difensiva.
Le defezioni riducono le opzioni a disposizione dell’allenatore romanista, che dovrà quindi affidarsi alla profondità della rosa e alla capacità dei giocatori disponibili di adattarsi a una sfida europea di grande intensità.