Nuove polemiche scuotono la Rai dopo la puntata di "Bellamà", la trasmissione di Rai 2 condotta da Pierluigi Diaco.
A finire al centro di accuse è stato Tommaso Cerno, accusato di parzialità sul referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo prossimi.
Il direttore del Giornale, ospite nella striscia "2 di picche", ha cantato "Per sempre sì" di Sal Da Vinci, scatenando insulti omofobi e critiche politiche.
Nella puntata del 10 marzo 2026 di "Bellamà", Cerno si è esibito alla chitarra con l'orchestra del programma, interpretando "Per sempre sì", vincitrice di Sanremo 2026.
Secondo Cerno, si trattava solo di una performance musicale senza riferimenti al referendum, ma chi l'avversa l'ha interpretata come endorsement al "Sì" nel bel mezzo di una campagna referendaria più calda che mai.
La reazione è stata immediata: Cerno ha denunciato un'ondata di commenti omofobi sui social, inclusi insulti come "froci di destra" e ha accusato i suoi critici di intolleranza verso gli "omosessuali di destra" come lui e Diaco.
Il consigliere Rai Roberto Natale ha condannato gli attacchi omofobi, ma ha contestato lo "squilibrio informativo" della Rai, citando la performance di Cerno accanto ad altri episodi su Rai1 e Rai3 che favorirebbero il "Sì".
Queste polemiche si sommano alle critiche iniziali su "2 di picche", accusata di costi elevati (11mila euro per 5 minuti) e bassi ascolti, con l'Usigrai che ne contesta l'opportunità della messa in onda nel periodo pre-referendario.
Anche questa volta, quindi, la Rai, il servizio pubblico finanziato dal canone, è accusata di parzialità politica con lo spettro di una lottizzazione dei vertici da parte dei governi di turno, che ne dettano la linea editoriale.
In prossimità del referendum sulla giustizia, il consigliere Natale ha richiamato la delibera della Vigilanza Rai sull'equilibrio informativo, avvertendo sui rischi che corre la credibilità della tv di Stato.
Le opposizioni denunciano una "quieta omologazione" all'esecutivo, mentre i sindacati come l'Usigrai spingono affinché le regole sul contraddittorio vengano rispettate.
Sta di fatto che sul caso che ha coinvolto Diaco e Cerno è intervenuto anche Tullio Ferrante, sottosegretario al Mit in quota Forza Italia:
A tal proposito, secondo l'esponente del partito di Tajani, "è assordante il silenzio della sinistra, sempre pronta a proclamarsi paladina dei diritti, che questa volta preferisce voltarsi dall’altra parte utilizzando due pesi e due misure. L’odio e la discriminazione devono essere respinti sempre, senza ambiguità e senza doppi standard. Noi continueremo a difendere con fermezza i diritti e le libertà, che non hanno né devono avere colore politico"