Passano gli anni, ma, secondo Travaglio, la politica italiana non perde mai il vizio di spararle grosse e di promettere l'impossibile nell'imminenza di una consultazione popolare.
Il direttore del Fatto Quotidiano ricorda che nel 2016, in occasione del referendum costituzionale sulla riforma Boschi-Renzi, la ministra ebbe anche a dire che se avesse vinto il sì, si sarebbe sconfitto il cancro.
Dieci anni dopo, da Giusi Bartolozzi in giù, più o meno ci risiamo: il lupo perde il pelo ma non il vizio. E, a undici giorni dall'apertura delle urne, la politica già ne ha sparate delle belle.
Travaglio e le false promesse della politica per il referendum sulla Giustizia
Ma cosa ha scritto in particolare Marco Travaglio nel suo consueto editoriale a proposito delle false promesse della politica nell'imminenza di una consultazione popolare?
A undici giorni dal referendum, siamo entrati nel Momento Renzi-Boschi: quando il governo di turno e i suoi trombettieri (di solito sempre gli stessi), terrorizzati dai sondaggi, promettono il regno di Saturno se vince il Sì e l'Apocalisse con cavallette se vince il No
Al direttore del Fatto è venuto in mente cosa accadde nel 2016:
Per spingere la schiforma renziana che aboliva le elezioni per il Senato trasformandolo in un ospizio per consiglieri regionali e sindaci autoimmuni, l'Ufficio Studi di Confindustria spiegò che con il No la produzione industriale sarebbe crollata in tre anni del 4%, il Pil dell'1,7% e gli occupati di 258 mila unità, mentre i poveri sarebbero stati 430 mila in più e il debito/Pil sarebbe balzato al 144%...
In realtà, la riforma Renzi-Boschi proponeva di superare il bicameralismo perfetto, instaurando un sistema simile a quello di tutte le altre grandi democrazie. Ma tant'è: Travaglio ricorda anche la cosa peggiore:
Non contenta, la Boschi spiegò a TeleMeloni (la Rai) che la riforma aiuta non solo per le cose brutte come il cancro, ma anche per le maternità. Renzi e la Lorenzin confermarono le sensazionali migliorie contro i tumori e vi aggiunsero diabete, glicemia alta e cirrosi epatica, lasciando incerti solo gli italiani affetti da unghie incarnite, ragadi ed emorroidi...
Dieci anni dopo, lo stesso ritornello
E insomma: per il direttore del Fatto, dieci anni dopo, nell'imminenza di un altro referendum costituzionale, ci risiamo con le promesse pazze se passa il Sì:
Le Camere penali riciclano la puttanata radical-craxiana della giustizia giusta, come se i processi degli ultimi 80 anni fossero stati ingiusti...
Evidentemente, a Travaglio mancano i dati delle centinaia di innocenti che ogni anno vengono condannati ingiustamente. Ma tant'è, continua la sua cavalcata nelle esagerazioni del fronte del Sì in questo modo:
Il Giornale titola: La guerra santa del referendum: Il No conviene agli islamici (devono aver saputo che i cattolici votano Sì da Mantovano, che quando stava col No era musulmano). Nordio e Meloni promettono una giustizia più efficiente e rapida, per rispondere alla domanda della Bongiorno: Chi è l'ignorante che dice che con la riforma la giustizia sarà più efficiente e rapida?...
Per Travaglio, "promettono anche che "chi sbaglia pagherà", confondendo la schiforma con la responsabilità civile dei magistrati (che esiste dal 1987); e che spariranno gli errori giudiziari, confondendo la schiforma col processo di revisione (previsto dalla notte dei tempi)".
Naturalmente, scompariranno anche tutti gli immigrati clandestini condannati...
E così via. Fino a che Travaglio non assegna "l'Oscar per la miglior cazzata" a Giusi Bartolozzi:
Ha detto: Se vince il Sì, la magistratura riacquisterà credibilità, le aziende torneranno a investire e i giovani che vanno via ritorneranno a fidarsi. Lei, invece, essendo indagata per le sue bugie ai pm su Almasri, se vince il No scapperò dall'Italia...
Per il direttore del Fatto, un "motivo in più per votare No".