Il clima in casa Lazio continua a essere teso. Da una parte il presidente Claudio Lotito, dall’altra l’allenatore Maurizio Sarri e nel mezzo una tifoseria sempre più distante dalla società.
Nelle ultime partite casalinghe lo stadio Olimpico si è presentato quasi deserto a causa della protesta dei sostenitori biancocelesti. Una situazione delicata che coinvolge tutto l’ambiente laziale e rischia di avere conseguenze anche sul futuro dell’allenatore toscano.
Negli ultimi mesi si sono registrate tensioni anche tra Sarri e Lotito, soprattutto sul tema mercato. Il presidente ha recentemente smentito una telefonata diventata virale in cui avrebbe criticato il tecnico per alcune cessioni bloccate. La questione è tornata d’attualità dopo l’infortunio di Ivan Provedel, che ha costretto la Lazio a puntare sul giovane Motta, arrivato a gennaio dopo la cessione di Mandas. Una scelta che non aveva convinto Sarri, favorevole alla permanenza del portiere greco in rosa.
Il tecnico toscano ha un contratto biennale e opzione per un terzo anno, ma non ha certezze sul proprio futuro. Molto dipenderà dalle garanzie tecniche e dagli investimenti che la società sarà disposta a fare nella prossima stagione.
Prima della sfida contro il Sassuolo, Sarri non ha nascosto il proprio dispiacere per l’atmosfera surreale dello stadio Olimpico, quasi completamente vuoto. Secondo l’allenatore, l’assenza del pubblico influisce anche sul rendimento della squadra.
Senza il sostegno dei tifosi, infatti, le prestazioni della Lazio sono calate nelle ultime settimane. Sarri ha poi ribadito la necessità di ritrovare la giusta mentalità: l’obiettivo è vedere una squadra sempre motivata, indipendentemente dal contesto.
La contestazione dei tifosi biancocelesti contro la proprietà continua ormai da mesi. Anche nella gara contro il Sassuolo i sostenitori hanno scelto di non entrare allo stadio, lasciando gli spalti quasi vuoti, con circa duemila tifosi presenti.
I gruppi organizzati hanno poi annunciato una nuova iniziativa: torneranno allo stadio solo nella partita contro il Milan, per riempire nuovamente l’Olimpico. Dopo quell’appuntamento, però, la protesta proseguirà fino al termine della stagione. Una scelta dolorosa, ma che i tifosi considerano necessaria per far sentire il proprio dissenso alla dirigenza.