“Non vogliamo che all’Italia succeda quel che è accaduto al ministro della Difesa: ritrovarsi in guerra senza neanche accorgersene.”
Elly Schlein scalda i motori in vista dell’informativa di domani – mercoledì 11 marzo – di Giorgia Meloni alle Camere sulla crisi iraniana. Lo fa dalle colonne del quotidiano “La Repubblica” in un’intervista pubblicata oggi, in cui non risparmia critiche alla presidente del Consiglio e al governo.
La segretaria dem parla anche del Referendum sulla giustizia (22-23 marzo) e del video postato ieri da Meloni sui suoi canali social per sostenere le ragioni del sì, avvertendo la premier: in qualsiasi momento si dovesse ritornare alle urne per eleggere il nuovo governo il centrosinistra è pronto per la sfida.
Schlein a Meloni: “Non vogliamo ritrovarci in guerra senza neanche accorgercene”
Alla vigilia delle comunicazioni del governo in Parlamento, si prepara un duro confronto tra maggioranza e opposizioni sulla crisi internazionale e sul possibile coinvolgimento dell’Italia.
La segretaria del Pd Elly Schlein annuncia che chiederà chiarimenti alla premier Giorgia Meloni sul ruolo del Paese nel conflitto e sull’eventuale utilizzo delle basi militari italiane da parte degli Stati Uniti.
“Intanto mi auguro che venga a chiarire che, se anche gli Usa chiederanno supporto, il governo italiano negherà nella maniera più assoluta l’utilizzo delle nostre basi per gli attacchi militari che violano il diritto internazionale. La premier non solo si è sottratta per giorni, ma nel momento in cui Antonio Tajani in aula faceva appello all’unità, lei inveiva contro le opposizioni da una radio: c’è pure una questione di metodo”.
Schlein apre però alla possibilità di un confronto, a determinate condizioni:
“Noi siamo sempre disponibili a fare la nostra parte per il Paese. Se ci spiegherà cosa intendeva Donald Trump quando ha detto che il governo italiano vuole aiutare gli Usa in questa guerra. Se chiarirà che quanto affermato da Guido Crosetto sulla violazione del diritto internazionale non è una posizione personale del ministro ma quella dell’intero governo, noi la ascolteremo e ribadiremo la nostra: cessare il fuoco e tornare alla via negoziale. Il Paese merita risposte”.
Parole che anticipano uno scontro politico acceso anche sul piano dei rapporti internazionali:
“Finora Meloni ha millantato una relazione privilegiata con la Casa Bianca che evidentemente non esiste: non l’hanno neppure avvertita, tant’è che Crosetto era a Dubai mentre iniziavano i bombardamenti. Ecco, noi non vogliamo che all’Italia succeda quel che è accaduto al titolare della Difesa: che si ritrovi in guerra senza neanche accorgersene”.
Referendum, la segretaria dem: “Non è colpa dei giudici se non sanno scrivere le leggi”
La crisi iraniana con le sue ripercussioni non è l’unico argomento ad infiammare il dibattito politico italiano.
A tenere banco è anche il velenoso scontro sul Referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia che nelle ultime ore ha raggiunto nuovi picchi di acredine dopo le dichiarazioni della capa di gabinetto del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi.
A meno di due settimane dalla celebrazione del referendum è scesa in campo anche Giorgia Meloni che ha ieri ha postato in video in cui ha spiegato – in 13 minuti – perché votare sì per la riforma della magistratura.
Parole fortemente criticate dal centrosinistra. Per Elly Schlein, Giorgia Meloni se “ha trovato 13 minuti per portare acqua al mulino del sì, può trovare altri 13 minuti per intervenire sulle accise come le abbiamo suggerito noi, o per spiegare cosa significa che “non condanna né condivide” la guerra illegale di Trump e Netanyahu?".
Per Schlein "c’è un disegno della destra: concentrare tutto sull’esecutivo. Hanno sempre visto i contrappesi costituzionali come un freno, un fastidio. Peccato però che siano il sale della democrazia".
Difendendo la magistratura dalle accuse di impedire all’esecutivo di governare il Paese, la segretaria dem ha sottolineato:
“Guida il Paese da più di tre anni ma per lei è sempre colpa di qualcun altro se non riescono a portare risultati. Fanno l’autonomia differenziata e la Consulta la boccia. Investono 13 miliardi per il ponte e la Corte dei Conti dice che hanno violato le procedure. Costruiscono prigioni inumane in Albania, poi stoppate dalla Corte di giustizia europea. Non è colpa dei giudici se non sanno scrivere le leggi.”
Evidenzia Schlein che poi affonda la critica:
“La riforma Nordio non serve ai cittadini, serve a un governo che pensa che chi vince le elezioni non debba essere giudicato come gli altri. Insofferenti a ogni controllo, vogliono i magistrati assoggettati all’esecutivo, indebolire l’indipendenza di chi assicura che la legge sia uguale per tutti”.
Elezioni 2027: “Ci faremo trovare pronti in qualunque momento si tornerà a votare”
La segretaria del Pd ha dichiarato in diverse interviste che in caso di vittoria del No al Referendum non chiederà al governo di dimettersi, ma avverte la presidente del Consiglio: in caso di elezioni anticipate il centrosinistra è pronto a batterli alle urne.
“In qualunque momento si tornerà a votare, ci faremo trovare pronti con la coalizione progressista che siamo riusciti a costruire per le ultime regionali. Le stesse forze che, insieme in Parlamento, hanno presentato una serie di proposte, dal salario minimo al congedo paritario, che la maggioranza ha sistematicamente affossato. Evidentemente donne, lavoratori e sostegno alla famiglia non sono una priorità per loro”.
E quando le viene chiesto del nodo della premiership della coalizione la segretaria dem ha glissato, dichiarando:
“Troveremo pure su questo una modalità condivisa”.