09 Mar, 2026 - 19:37

Il 10 marzo i massoni scomparsi ricordati nel nome di Giuseppe Mazzini

Il 10 marzo i massoni scomparsi ricordati nel nome di Giuseppe Mazzini

Giuseppe Mazzini era massone o non era massone? E’ la domanda a cui finora non è stata una data certa ma è sicuro che il 10 marzo è il giorno in cui i massoni, nell’anniversario della morte di Mazzini, celebrano la memoria dei fratelli scomparsi.
“Gl’individui muoiono; ma quel tanto di vero che essi hanno pensato, quel tanto di buono ch’essi hanno operato - scriveva Mazzini - non va perduto con essi: l’Umanità lo raccoglie e gli uomini che passeggiano sulla loro sepoltura ne fanno lor pro”. L’appartenenza formale di Giuseppe Mazzini alla Massoneria non è mai stata dimostrata con certezza ma ha sempre considerato Mazzini un riferimento morale e politico, riconoscendolo come interprete dei valori di libertà, fratellanza e universalismo. Alla sua morte, il gran maestro del Grande Oriente d’Italia Giuseppe Mazzoni lo definì infatti “il più ardente apostolo” dell’Ordine, e il 10 marzo venne inserito nel calendario massonico come giorno dedicato ai fratelli passati all’oriente eterno.

Sull’appartenenza massonica non c’è certezza ma l’apostolo dei doveri viene celebrato

Nel 1947, un altro gran maestro, Giordano Gamberini, sostenne che Mazzini fosse stato iniziato in carcere a Savona dal carbonaro Passano e che nel 1866 avesse ricevuto il 33° grado del Rito Scozzese Antico e Accettato. Tuttavia alcune lettere dello stesso Mazzini, in cui parla di “diversità di rito e di forma”, sono state interpretate da alcuni studiosi come indizio di una relazione ideale con la Massoneria più che di una appartenenza formale.
Questa vicinanza fu celebrata anche da Ernesto Nathan, gran maestro del Grande Oriente d’Italia e sindaco di Roma, che contribuì alla diffusione degli scritti mazziniani.

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