09 Mar, 2026 - 14:04

"Non condivido e non condanno": la posizione di Giorgia Meloni sulla guerra in Iran fa infuriare la sinistra

"Non condivido e non condanno": la posizione di Giorgia Meloni sulla guerra in Iran fa infuriare la sinistra

Giorgia Meloni, ospite di “Fuori dal coro” su Rete 4, ha scelto, per usare un eufemismo, una linea di estrema cautela sulla guerra in Iran, sintetizzata nel suo “né condivido né condanno” rispetto all’attacco di Stati Uniti e Israele contro Teheran.

Peccato che questa decisione abbia scatenato dure reazioni da parte di tutte le opposizioni parlamentari.

Le polemiche si concentrano sul rifiuto della premier di esprimere una condanna politica esplicita e sul ruolo dell’Italia nell’uso delle basi militari nel quadro del diritto internazionale.

Cosa ha detto Giorgia Meloni sulla guerra in Iran e perché ha fatto infuriare l'opposizione

Nell’intervista registrata per “Fuori dal coro”, Giorgia Meloni, incalzata da Mario Giordano sulla domanda se condividesse o condannasse l’intervento militare di Usa e Israele contro l’Iran, ha replicato:

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“Proprio perché non sono afona, risponderei nessuno dei due. Non ho gli elementi necessari per prendere una posizione categorica”

La premier ha spiegato che, a suo vedere, nessun leader europeo – ad eccezione del premier spagnolo Sanchez – ha formalmente condannato l’operazione e che quindi l’Italia non intende assumere una postura isolata rispetto ai partner Ue e Nato.

Meloni, in ogni caso, ha ribadito che “l’Italia non è parte del conflitto e non intende esserlo”, sottolineando come il rafforzamento della presenza militare italiana nei Paesi del Golfo abbia esclusivamente finalità difensive.

Pur dichiarandosi in sintonia con il ministro della Difesa Guido Crosetto che ha definito l’intervento “fuori dal diritto internazionale”, la presidente del Consiglio poi ha insistito sul fatto che le regole del diritto internazionale siano “oggettivamente saltate” in un contesto di grande caos scatenato in primis da Putin in Ucraina. Per il caso specifico dell'Iran, la premier ha quindi fatto riferimento al fallimento del negoziato sul nucleare del regime di Teheran.

Nel suo ragionamento, Meloni ha legato la crisi attuale al deterioramento dell’ordine globale, evidente dalla guerra in Ucraina al rischio di escalation in Medio Oriente, e ha rivendicato la scelta di lavorare sul terreno diplomatico piuttosto che con dichiarazioni di condanna unilaterali.

Da qui la formula, destinata a far discutere, del “non condivido e non condanno”, presentata come espressione di prudenza istituzionale ma letta dall’opposizione come un grave silenzio politico su un’azione considerata in violazione del diritto internazionale.

Le reazioni politiche dell'opposizione alle parole di Giorgia Meloni sulla guerra in Iran

Le opposizioni hanno reagito con durezza alle parole di Giorgia Meloni, accusando la premier di ambiguità e di subordinazione alla linea di Washington.

Giuseppe Conte ha definito “ridicola" la posizione del governo, chiedendo una condanna esplicita degli Stati Uniti per l’attacco all’Iran e pretendendo che Meloni dichiari con chiarezza che le basi italiane non saranno concesse per operazioni considerate in violazione del diritto internazionale.

Il leader dei Cinque Stelle, inoltre, ha criticato anche la scelta del presidente del Consiglio di preferire interviste radiofoniche e televisive senza vero contraddittorio a un normale dibattito istituzionale in parlamento.

Alleanza Verdi-Sinistra, Pd e M5S avevano già contestato, nei giorni scorsi, l’audizione di Tajani e Crosetto sulla crisi nel Golfo, denunciando l’assenza di una risposta chiara alla domanda se il governo condanni l’attacco unilaterale statunitense, giudicato una “violazione conclamata del diritto internazionale”.

Oggi, quindi, sono tornati alla carica parlando di “afonia politica” della premier e di una posizione italiana che rischia di diventare “pilatesca” proprio mentre aumentano i rischi di coinvolgimento economico e di sicurezza per il Paese.

Provenzano (Pd): "Non condanno e non condivido, il manifesto dell'ignavia del governo"

Il responsabile Esteri del Partito Democratico Peppe Provenzano l'ha messa così:

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Mentre infuria la #guerra di Trump e Netanyahu in Medio Oriente e il Mediterraneo scivola nel caos. Mentre i cittadini iniziano a pagare i costi energetici del conflitto, rischia di ripartire l’inflazione e di fermarsi l’economia. Mentre sono in gioco i nostri principi e i nostri interessi, finalmente Giorgia #Meloni ha parlato. Ecco tutto quello che è riuscita a dire. “Non condivido e non condanno”. Il manifesto dell’ignavia del Governo
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