Di cosa hanno paura gli italiani ora che la guerra è entrata a far parte del loro quotidiano?
Certo, formalmente, non siamo un Paese belligerante, come tiene a sottolineare il nostro governo.
Ma se gli Usa dovessero chiederci l'utilizzo delle loro basi sul nostro territorio, come evolverà la situazione?
Finora, su questo punto, l'esecutivo non ha dato indicazioni precise. La premier Giorgia Meloni ha annunciato che si presenterà in parlamento solo nei prossimi giorni. Ma intanto, inutile nasconderlo, c'è apprensione.
Questa mattina, il Corriere della Sera ha pubblicato un sondaggio Ipsos Doxa che ha svelato quali sono le paure degli italiani legate alla guerra in Iran.
Due in particolare le domande che sono state rivolte al campione composto da 800 persone.
La prima è stata questa: "In questo momento, qual è per lei l'aspetto più preoccupante del conflitto in Medio Oriente?"
Ebbene, a questa domanda, il 35% degli interpellati ha risposto "il possibile allargamento ad altri Paesi". Del resto, una volta colpito, l'Iran ha iniziato ad attaccare un po' tutte le nazioni circostanti e non ha lesinato di lanciare un attacco anche a Cipro e in direzione della Turchia, quest'ultimo Paese Nato.
Il 21%, in ogni caso, ha risposto che ha paura delle conseguenze economiche: l'aumento dei prezzi della benzina e dell'energia sembrerebbe essere vissuto come vera e propria spada di Damocle.
Invece, ha paura "del rischio di una ripresa degli attentati terroristici di matrice islamica in Europa" il 19% del campione, anche se bisogna dire che quelli degli anni scorsi sono stati rivendicati da gruppi islamici sunniti, mentre l'Iran è di confessione sciita.
Infine, "le conseguenze umanitarie" sono in cima ai pensieri del 15% degli intervistati.
Ma, per gli italiani, il nostro governo che deve fare di fronte allo scenario della nuova guerra?
Il sondaggio Ipsos Doxa l'ha chiesto alle 800 persone interpellate in tutto il Paese e solo il 2% ha risposto "sostenere Stati Uniti e Israele incondizionatamente, anche partecipando alle operazioni militari contro l'Iran". Come dire: nessuno ha voglia di imbarcarsi in una guerra con il nostro esercito in prima fila.
Il 13% ha risposto così: "Appoggiare diplomaticamente Stati Uniti e Israele ma senza prendere parte alle operazioni militari".
La maggioranza, il 34%, è ancora più distante da Washington e Tel Aviv. Per essa, l'Italia dovrebbe "rimanere neutrale e adoperarsi per una mediazione tra le parti che possa contenere un'escalation del conflitto.
Per il 24%, invece, la cosa da fare è "condannare l'azione di Stati Uniti e Israele e agire nelle istituzioni internazionali come l'Onu per far cessare il conflitto prima possibile".
Il restante 27%, infine, ha avuto il coraggio di rispondere che non sa cosa dovrebbe fare l'Italia.