E vabbè che per passare, il referendum sulla Giustizia avrà bisogno di una soglia di affluenza alta. Ma Tommaso Cerno, questa mattina, forse ha esagerato un pò: ha invitato a votare anche la famiglia del bosco.
I genitori dei bambini cresciuti all'aria aperta non hanno la cittadinanza italiana, quindi non hanno diritto a votare. Ma per Cerno bisognerebbe sistemare anche per loro un'urna in quanto vittime, a suo modo di vedere, della malagiustizia.
Arianna Meloni è già partita nella campagna pancia a terra: il Sì vince solo se a votare sarà almeno il 50% degli aventi diritto. E quindi, dal punto di vista della sorella della premier, bisogna mobilitare tutti i partiti e l'elettorato di centrodestra per portare in porto la riforma Nordio che separa le carriere dei magistrati e introduce il sorteggio per la scelta dei componenti del Csm.
Per questo, a Tommaso Cerno è venuta in mente anche la famiglia del bosco. Del resto, secondo lui e secondo Giorgia Meloni, anche i genitori dei tre fratellini stanno sperimentando la cattiva giustizia italiana. Quindi, potrebbero essere dei perfetti testimonial per il Sì.
Ma perché quest'appello del direttore del Giornale?
"Perché ormai sappiamo che trovare un costituzionalista è più facile che trovare un idraulico e quindi risolvere il dilemma di quella famiglia e di quei bambini, separati dai loro genitori dalla burocrazia e dai giudici, gli stessi che rimettono in libertà un clandestino con 23 condanne perché deve vedere i suoi parenti. Potrebbe essere il giusto spunto di riflessione che ci serve per il referendum..."
Del resto, ieri, la premier Meloni non ha sparato contro i giudici prendendo ad esempio proprio il caso della famiglia del bosco?
Così, Cerno, oggi, è tornato alla carica. E, più in generale, sul referendum, l'ha messa così:
Questa è una domanda a cui "è vietato rispondere" per lui.
Da qui, il consiglio che il direttore si sente di dare: