Pier Luigi Bersani ieri è intervenuto a Parma in un affollato incontro organizzato dalla sezione pensionati della Cgil per promuovere il No al referendum sulla riforma della Giustizia, in programma il 22 e 23 marzo.
L'ex leader del Partito Democratico ha spiegato le ragioni del No alla riforma Nordio, criticando la separazione delle carriere e l'istituzione dell'Alta corte disciplinare. Secondo lui, costituiscono delle minacce per l'equilibrio costituzionale dei poteri.
Ma tant'è: l'ex ministro si è detto anche fiducioso della vittoria del No. Tanto da dire già a chi dedicherà la bocciatura popolare della riforma Nordio: ai magistrati uccisi.
Bersani, forte degli ultimi sondaggi, ha definito la probabile vittoria del No come "una riscossa civica". Per questo continua a far leva sui cittadini comuni e sul "mondo normale" che difende la Costituzione senza alcuna retorica accademica.
Ha sottolineato che il successo del No rappresenterebbe un "alt" al rischio di non vedere più separati i poteri esecutivo e giudiziario. E per questo ha raccolto gli applausi di una sala gremita.
Secondo l'ex segretario Pd, la riscossa riguarderebbe l'intero fronte civico che reagisce "dal basso" contro una riforma che non risolve i veri problemi della giustizia, come gli arretrati o le carenze organiche.
Ma tant'è: Bersani ha anche confidato a chi dedicherà la vittoria del No:
C'è da dire che la retorica dell'ex segretario dem è senza fine: Giovanni Falcone, ad esempio, era favorevole alla separazione delle carriere.
Bersani, in ogni caso, ha lanciato un appello ai dubbiosi e ai compagni di sinistra tentati dal Sì, invitandoli a "guardare lontano" e a difendere i capisaldi costituzionali:
Del resto, Bersani ha definito la riforma una possibile anomalia del rapporto tra politica e magistratura. E ha criticato chi la sostiene ricordando che non affronta minimamente i nodi reali del sistema giudiziario, come i processi civili che di media si prolungano fino a cinque anni e mezzo e i 12.000 precari del settore giustizia.
ha ribadito, esortando la sinistra a trovare un punto di convergenza sul No anche in vista di un programma comune da presentare per le prossime elezioni politiche.