Il 19 gennaio di un anno fa uccise il figlio Nicolò nell'abitazione di famiglia a Ornavasso, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola. Ora la Corte d'Assise di Novara ha condannato Edoardo Borghini, 64 anni, a undici anni di reclusione.
I giudici hanno riconosciuto all'imputato le attenuanti generiche prevalenti e quella della provocazione, abbassando - e di molto - la pena che la Procura di Verbania aveva richiesto: 22 anni di carcere.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro quindici giorni a partire da oggi. Poi la difesa, rappresentata dall'avvocato Gabriele Pipicelli, valuterà se presentare ricorso in Appello per un'ulteriore riduzione.
I fatti risalgono all'inizio dello scorso anno. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Borghini uccise il figlio Nicolò, 34 anni, dopo che il giovane, rientrato a casa ubriaco, aveva aggredito la madre per aver trovato il portone del garage chiuso, prendendola per il collo e sbattendola contro il muro, fino a morderle un braccio. Spaventato, il 64enne imbracciò un fucile da caccia regolarmente detenuto e sparò contro il figlio. Subito dopo chiamò i carabinieri per raccontare quanto accaduto.
Nel corso del processo è emerso che tra padre e figlio c'erano già state tensioni. Secondo alcune testimonianze, Nicolò mostrava infatti da un po' di tempo comportamenti aggressivi, chiedendo continuamente denaro ai genitori.
le parole pronunciate dall'imputato in aula. La moglie aveva scelto di non costituirsi parte civile.
Il servizio realizzato da Maria Elisa Gualandris per "Vcoazzurra TV" - 10 ottobre 2025.