06 Mar, 2026 - 14:31

Tram deragliato a Milano, proseguono le indagini: perché sono state sequestrate le scarpe del conducente

Tram deragliato a Milano, proseguono le indagini: perché sono state sequestrate le scarpe del conducente

Accertamenti medici sull'autista e verifiche tecniche sul tram. Sono questi i due filoni dell'indagine della Procura di Milano sul deragliamento della linea 9, avvenuto venerdì 27 febbraio 2026 a Milano, che ha causato due vittime e oltre 50 feriti.

L'autista del mezzo, indagato per disastro ferroviario e omicidio e lesioni colposi plurimi, ha dichiarato fin dall'inizio di aver avuto un malore mentre era alla guida, a causa di un trauma al piede.

Per questo motivo le scarpe che indossava quel giorno sono state sequestrate, mentre si attendono le prime risposte dalle immagini delle telecamere interne del mezzo Atm.

Tram deragliato a Milano, ecco perché sono state sequestrate le scarpe al conducente

La Procura di Milano ha deciso di sequestrare le scarpe al tranviere per trovare riscontri al racconto del 60enne. L'uomo, infatti, ha raccontato che il giorno dell'incidente, subito dopo essere entrato in servizio, è uscito dalla cabina per aiutare una persona sulla carrozzina a salire a bordo.

Durante questa operazione la sedia a rotelle gli sarebbe finita accidentalmente sull’alluce del piede sinistro, provocandogli un trauma. La visita medica ha confermato la contusione: l'alluce è nero e l'unghia si è staccata.

Le calzature sono state sequestrate per verificare se effettivamente vi siano tracce delle ruote della carrozzina.

Il suo difensore, l'avvocato Benedetto Tusa, ha spiegato che il suo assistito è "provato" e "sta male. È talmente scosso che non riesce a guardare le immagini" di ciò che è successo.

Attesa per gli accertamenti tecnici

La prossima settimana verrà stabilito come procedere per gli approfondimenti tecnici, tra attività irripetibili e semplici consulenze. Tra i primi elementi presi in considerazione c'è la "scatola nera" che, insieme a una consulenza cinematica, potrà chiarire dinamica e velocità di marcia del tram.

Ci sono poi le telecamere del tram. Secondo alcune indiscrezioni, quella puntata sul tranviere non registrerebbe, in base alle norme a tutela dei lavoratori.

Ulteriori informazioni potrebbero arrivare dal traffico dati del conducente: il 60enne non era al telefono durante l'orario di lavoro. Solo dopo lo scontro avrebbe efettuato una chiamata per avvertire dell'incidente mortale.

L'autopsia sulle vittime

Nel terribile incidente sono morti il 59enne Ferdinando Favia e il 49enne Okon Johnson Lucky. Le autopsie sulle vittime sono previste per oggi, 6 marzo 2026.

Secondo quanto emerso, oltre che per chiarire le cause del decesso, l'esame autoptico dovrà accertare anche se Lucky avesse segni particolari sul corpo, in modo da continuare a cercare i suoi familiari.

La compagna di Favia, rimasta ferita nel sinistro, ha affermato che il tram "andava fortissimo".

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