05 Mar, 2026 - 19:18

Monte dei Paschi, i perché dell’uscita di scena di Lovaglio

Monte dei Paschi, i perché dell’uscita di scena di Lovaglio

Ha preso il Monte dei Paschi quattro anni fa, lo ha risanato, ha conquistato Mediobanca e poi gli è stato dato il benservito. Luigi Lovaglio lascerà Rocca Salimbeni perché il suo nome non compare nella lista per il nuovo consiglio di amministrazione. L’amministratore delegato non sarebbe più nelle grazie del socio forte del Monte, Francesco Gaetano Caltagirone, e da qui la sua fuoriuscita dalla banca. Troppo autonomo questo banchiere venuto dal sud e cresciuto a Bologna? Chissà. Di sicuro quando è arrivato a Siena, con molta umiltà si è messo al lavoro e ha trasformato quello che era considerato un brutto anatroccolo in un bel cigno, grazie anche a una rete di collaboratori e di migliaia di dipendenti molto attaccati alla banca più antica del mondo, fondata nel 1472.

Da salvatore di Rocca Salimbeni a brutto anatroccolo

Alcuni addetti ai lavori sostengono che sul mancato inserimento di Lovaglio nella lista per il nuovo consiglio di amministrazione abbia pesato l’indagine della procura della Repubblica di Milano che contesta all’ad del Monte dei Paschi di aver agito in concerto con il gruppo Caltagirone e Delfin, azionisti di Rocca Salimbeni, per la conquista di Mediobanca, ma sembra che proprio i contrasti con i soci abbiano portato alla sua defenestrazione.
Per la successione il favorito è Fabrizio Palermo, attuale amministratore delegato di Acea.

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