05 Mar, 2026 - 19:19

Referendum sulla Giustizia, il Pd pubblica le "vere" domande che la destra nasconde dietro al quesito

Referendum sulla Giustizia, il Pd pubblica le "vere" domande che la destra nasconde dietro al quesito

Beh, parlare di dietrologia, forse, è poco in questo caso. Ma oggi il Partito Democratico se ne è uscito con un esempio fulminante sui social.

Chi dirige la comunicazione del partito di Elly Schlein, infatti, ha ben pensato di lanciare un post con le "vere" domande che la destra nasconde dietro al quesito.

Come dire: agli italiani viene chiesto se vogliono la riforma della magistratura con la separazione delle carriere e il sorteggio per individuare i componenti del Csm. Ma per il Nazareno, in realtà, si chiede loro il permesso di scassare la Costituzione.

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Le vere domande che la destra nasconde dietro al quesito del referendum. Il 22 e il 23 marzo vota No, per difendere la Costituzione

è il refrain.

Il Pd pubblica le "vere" domande inerenti il referendum sulla Giustizia

E insomma: magari sarà ringalluzzito dagli ultimi sondaggi che segnano il sorpasso del fronte del No, ma nel Pd davvero non sanno più cosa inventarsi per andare contro una riforma che, prima dell'avvento di Elly Schlein, era stata anche nel patrimonio quantomeno dell'area riformista del partito.

Oggi, i suoi esperti di comunicazione hanno deciso di soffiare sul fuoco della paura per ogni possibile cambiamento, come se la giustizia italiana funzionasse benissimo e lo scandalo delle correnti politicizzate della magistratura non fosse mai venuto a galla, non parlando del merito della riforma Nordio. Ma di quello che questa riforma, se passasse, secondo i dem di osservanza schleiniana, permetterebbe.

Tenetevi forte, allora. Perché, come al solito, siamo alla vigilia del ritorno del fascismo. O giù di lì.

E allora: sono tre, agli occhi venati di demagogia dei dem, i "veri" quesiti a cui saranno chiamati a rispondere con un Sì o un No gli italiani tra 17 giorni.

Il primo è questo:

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Vuoi giudici meno liberi di giudicare chi governa?

La riforma Nordio non si occupa della libertà dei giudici di giudicare chi governa. Ma tant'è.

Il secondo "vero" quesito, per il Partito Democratico, è questo:

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Vuoi che l'indipendenza del giudice che decide sui tuoi diritti sia compromessa?

La riforma Nordio non si occupa dell'indipendenza "del giudice che decide sui tuoi diritti".

Ma, nella realtà parallela dei democrat, gli italiani, sulle schede che apriranno nella cabina elettorale il 22 e 23 marzo, troveranno anche questo terzo e ultimo "vero" quesito:

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Vuoi indebolire la Costituzione, nata per difenderti dagli abusi di potere?

La riforma Nordio non indebolisce la Costituzione. Anzi, sostanzia l'articolo 111 quando dichiara che "ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale". La separazione delle carriere dei pubblici ministeri (vale a dire di chi accusa) e dei giudici (di chi decide) serve proprio a questo.

Il vero quesito sulla scheda elettorale

Ma, a questo punto, visto che il Pd vive in una realtà parallela, qual è il vero quesito che gli italiani leggeranno sulla scheda e sul quale dovranno esprimersi con un Sì o con un No?

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Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?

Vedere il fac-simile per credere. Diffidare delle imitazioni.

 

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