È stato condannato a 14 anni di reclusione l'uomo che nell'aprile del 2025 violentò una ragazzina di 11 anni dopo averla seguita fino all'androne del palazzo in cui viveva insieme alla sua famiglia, a Mestre. L'uomo, 45 anni, di nome Massimiliano Mulas, era già noto alle forze dell'ordine per precedenti simili: quando fu arrestato, aveva già scontato due condanne. La sentenza è stata emessa dal giudice dell'udienza preliminare dopo la decisione del 45enne di richiedere il rito abbreviato, che gli ha consentito lo sconto di un terzo della pena. Al momento è detenuto nel carcere di Gorizia.
La violenza risale al pomeriggio del 10 aprile 2025. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la ragazzina stava tornando a casa dalla palestra quando Mulas la notò e decise di seguirla fino all'androne del suo palazzo, dove la minacciò, impedendole di chiedere aiuto, e abusò di lei. Riuscì a fuggire; ma la giovane, spaventata, raccontò tutto ai familiari, che presentarono immediatamente una denuncia alle autorità, facendo scattare le ricerche.
L'uomo, 45enne sardo, fu identificato grazie al marsupio che aveva addosso, dimenticato sul luogo dell'aggressione. All'interno, c'erano infatti, tra le altre cose, i suoi documenti. In poche ore, quindi, i carabinieri lo rintracciarono e arrestarono.
Dai controlli di rito sul suo passato, è emerso che il 45enne era già stato coinvolto in episodi simili. Nel 2006 era stato condannato a otto anni di carcere per aver aggredito due studentesse nel Padovano, bloccandole - come nel caso di Mestre - all'ingresso delle rispettive abitazioni. In precedenza aveva scontato un'altra pena di quattro anni e mezzo per rapina e violenza sessuale ai danni di una turista in Trentino.
"Ha finito di scontare l'ultima condanna nel 2021 e ne è uscito pienamente libero", aveva dichiarato dopo il fermo il suo avvocato, spiegando che, nonostante i precedenti, non fosse mai stato dichiarato socialmente pericoloso. Ora la nuova condanna a 14 anni di reclusione, oltre al divieto di avvicinarsi a luoghi frequentati da minori e di avere contatti con loro.