Il 70% degli italiani è contrario all’attacco degli Stati Uniti e di Israele all’Iran e teme le possibili conseguenze di una nuova escalation di violenze nel Golfo Persico.
E’ quanto emerso da un sondaggio realizzato dall’istituto Izi per la trasmissione di La7 “L’Aria che Tira” condotta da David Parenzo.
Secondo la rilevazione la maggioranza degli italiani considera l’attacco israelo-americano contro il regime degli Ayatollah una grave violazione del diritto internazionale e teme che possa sfociare in un conflitto globale con conseguenze difficilmente prevedibili.
Per il 60% degli intervistati, infatti, lo scenario più probabile è quello di una guerra lunga, con molte vittime e pesanti ripercussioni sui piani della sicurezza, economico ed energetico. Solo il 30% - ma con distinguo e sfumature diverse – considera favorevolmente l’intervento militare in Iran.
Il sondaggio di Izi si inserisce in un contesto geopolitico di forte tensione in Medio Oriente, dove l’Iran è un attore di primo piano con legami e alleanze solide nella regione. L’attacco del 28 febbraio di USA e Israele è arrivato al culmine di mesi di tensioni soprattutto a causa del programma nucleare.
Il dato più rilevante riguarda il giudizio degli italiani sull’attacco all’Iran: il 70% la considera una scelta sbagliata e pericolosa, soprattutto perché potrebbe destabilizzare ulteriormente una regione già attraversata da conflitti e tensioni.
Solo il 30% si dichiara favorevole all’azione militare ma con molti distinguo. Solo una minoranza esprime un sostegno convinto: l’8% ritiene che l’intervento sia giustificato dalla natura del regime iraniano, considerato sanguinario e quindi da abbattere con ogni mezzo; il 22%, sostiene invece l’operazione pur con molte riserve.
Guardando agli scenari futuri, prevale il pessimismo. Il 60% degli italiani prevede un conflitto lungo e devastante, mentre solo il 25% pensa che dalla crisi possa emergere un processo di democratizzazione in Iran. Un ulteriore 15% ritiene invece che non cambierà nulla e che il regime degli ayatollah resterà sostanzialmente intatto.
La rilevazione, infine, ha analizzato anche le opinioni degli intervistati sulla posizione che dovrebbe assumere il governo italiano guidato di fronte alla crisi.
Per il 33% degli italiani l’Italia dovrebbe rimanere neutrale, evitando di schierarsi apertamente e restando fuori da eventuali escalation militari.
Un altro 30% di intervistati pensa invece che il governo dovrebbe esprimere una chiara condanna dell’intervento militare contro l’Iran, prendendo una posizione netta sul piano politico e diplomatico.
Il 28% vorrebbe, invece, un ruolo più attivo del nostro governo sul piano diplomatico, facendosi promotore di un’iniziativa internazionale sotto l’egida delle Nazioni Unite per favorire una de-escalation del conflitto.
Solo una minoranza molto ridotta, pari all’8%, sostiene invece che il governo italiano dovrebbe appoggiare pienamente l’intervento militare contro il regime iraniano.
Nel complesso, i dati mostrano quindi un’opinione pubblica fortemente prudente e preoccupata, più incline alla neutralità e alla diplomazia che al sostegno di un nuovo conflitto in Medio Oriente.