05 Mar, 2026 - 09:50

Ornella Pinto uccisa nel sonno a Napoli, la Cassazione conferma l’ergastolo per l'ex Pinotto Iacomino

 Ornella Pinto uccisa nel sonno a Napoli, la Cassazione conferma l’ergastolo per l'ex Pinotto Iacomino

Si è chiuso con una condanna definitiva all'ergastolo il processo per l'omicidio di Ornella Pinto, consumatosi nel marzo 2021 nel quartiere napoletano di San Carlo all'Arena. Alla sbarra, l'ex compagno della donna, Pinotto Iacomino, ritenuto responsabile di averla uccisa nella sua abitazione mentre dormiva.

Il femminicidio di Ornella Pinto nel marzo 2021 

I fatti risalgono al 13 marzo 2021. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori nel corso delle indagini, Iacomino entrò nell'abitazione in cui aveva vissuto insieme alla compagna in via Cavolino, nel quartiere Arenaccia, e la aggredì con un coltello da cucina recuperato nell'albergo di famiglia. Furono almeno tredici i colpi andati a segno, senza che Pinto - che in quel momento stava dormendo - potesse difendersi. 

La confessione di Pinotto Iacomino e le indagini

Dopo l'omicidio, l'uomo si allontanò dalla città. Qualche ora più tardi, arrivato nel Ternano, decise di costituirsi. Parlò di un litigio degenerato; ma gli accertamenti eseguiti sulla scena del crimine e sul corpo della vittima smentirono la sua ricostruzione.

Secondo l'accusa, l'uomo agì perché non accettava la decisione della donna di interrompere la loro relazione. E aveva paura che lei potesse rifarsi una vita. Il giorno precedente le aveva scritto su Whatsapp:

virgolette
Ho perso un tesoro [...]. Sono confuso. Scusa scusa scusa. So pure che non dovrei scriverti o chiamarti. Spero di farcela a superare tutto questo, anche se è una cosa troppo grande per me. Non ho le spalle larghe, non le ho mai avute. 

Le sentenze, dal primo al terzo grado di giudizio

Il processo di primo grado si concluse il 10 maggio 2022 con una condanna all'ergastolo. I giudici riconobbero, infatti, le aggravanti - contestate dalla Procura - della premeditazione, della crudeltà e del vincolo di convivenza che legava Iacomino alla vittima. 

La sentenza fu confermata dalla Corte d'Assise d'Appello di Napoli il 17 gennaio 2024. In quell'occasione, fu anche disposta una provvisionale di 180mila euro in favore di Stefania Pinto, sorella della vittima e tutrice del figlio della coppia.

Fu lei a scoprire il corpo senza vita di Ornella quella mattina di ormai cinque anni fa. In un ultimo sprazzo di vita, la 39enne aveva infatti trovato la forza di telefonarle. Quando arrivò, era morta. Il nipote, che era stato svegliato dalle sue urla, le disse:

virgolette
Papà ha ucciso mamma e ha rotto la casa.

Con la decisione della Cassazione ora la condanna è diventata definitiva e il processo si è chiuso. 

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