La Procura di Taranto ha iscritto dieci persone nel registro degli indagati per la morte di Loris Costantino, l'operaio di 36 anni deceduto dopo essere precipitato da un'altezza di oltre dieci metri nello stabilimento siderurgico ex Ilva. L'incidente è avvenuto nell'area Agglomerato, lungo la linea E, mentre l'uomo - dipendente della ditta d'appalto Gea Power - era impegnato in operazioni di pulizia di un nastro trasportatore. L'accusa ipotizzata è di omicidio colposo.
L'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Marco Colascilla Narducci, punta a chiarire la dinamica della caduta di Costantino e ad accertare eventuali responsabilità legate alla sicurezza sul lavoro e alla vigilanza sugli impianti.
Dieci gli indagati, come atto dovuto in vista degli accertamenti tecnici: sei dirigenti e responsabili di Acciaierie d'talia e quattro rappresentati della società Gea Power, per la quale il 36enne lavorava.
Il prossimo 6 marzo sarà conferito al medico legale Davide Ferorelli l'incarico per l'autopsia, che sarà eseguita su disposizione del pm all'obitorio dell'ospedale SS. Annunziata di Taranto, dove la salma è a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Diversi i punti da chiarire, a partire dalle cause del decesso. Proseguono, parallelamente, le verifiche di Procura, Spesal e carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro sulle condizioni strutturali dell'area in cui è avvenuto l'incidente.
Secondo le prime ricostruzioni, Costantino sarebbe precipitato dopo il cedimento di un piano di calpestio, mentre operava nella zona dei nastri trasportatori del reparto Agglomerato, dove in passato sarebbero già state segnalate criticità.
L'attivista di Veraleaks Luciano Manna ha organizzato per oggi, 4 marzo, un "corteo silenzioso" davanti al Palazzo di Città tarantino. "Chiederemo di processare i responsabili depositando una denuncia penale inerente a questo incidente", ha scritto sui social.
Sindacati e lavoratori hanno già incrociato le braccia in segno di protesta. La morte di Costantino ha infatti riacceso l'attenzione sulla situazionedi sicurezza all'interno dello stabilimento. Lo scorso 12 gennaio un altro operaio, Claudio Salamida, 46 anni, era morto per il cedimento di un grigliato nell'area del convertitore 3 dell'Acciaieria 2.
Circostanze che saranno oggetto di approfondimento nelle sedi competenti. Si attendono ulteriori sviluppi.