04 Mar, 2026 - 10:14

Andrea Sempio a Incidente Probatorio (Canale 122): “Il caso Garlasco è diventato una soap opera”

Andrea Sempio a Incidente Probatorio (Canale 122): “Il caso Garlasco è diventato una soap opera”

"In questa vicenda la parte mediatica ha avuto e ha il suo peso, quindi non si può combattere solo in tribunale". Andrea Sempio, il nuovo indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, ha raccontato la propria verità a Incidente Probatorio sul Canale 122 - Fatti di Nera, nello speciale Garlasco del 3 marzo 2026.

Secondo Sempio, il delitto di Garlasco "ha dato la possibilità a tante persone di poter partecipare al dibattito, anche solo perché l'argomento tira: per il pubblico è ormai diventato una soap opera".

Andrea Sempio, l'intervista sul Canale 122 - Fatti di Nera: "Si è perso il contatto con la realtà"

A distanza di un anno da quando è stato iscritto nel registro degli indagati per l'omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco, Andrea Sempio afferma che si è creata uan situazione del tutto "separata dalla realtà".

"Le persone non hanno più la percezione che si tratti di un caso di omicidio: c'è chi mi chiede un selfie. Non capiscono quello che c'è dietro" racconta.

La sua vita è stata scandagliata, alla ricerca anche dei dettagli più intimi: per questo non ha mai concordato le domande con i giornalisti.

 "Ormai non ho più niente da difendere. Tutti i particolari della mia vita privata prima o poi verranno pubblicati, anche se non dovrebbe essere così. Io lo vedo anche come un fallimento di chi dovrebbe garantire la privacy di un cittadino".

Gli interrogatori del 2008

Sempio racconta di quando lui e gli altri ragazzi del gruppo degli amici di Marco Poggi, fratello della vittima, sono stati sentiti dagli inquirenti.

"Non abbiamo dato peso al fatto che ci avessero sentiti. Nel nostro gruppo non parlavamo del caso ed evitavamo il discorso quando c'era Marco. Ogni tanto ho seguito da spettatore fino alla condanna" spiega.

Sul rapporto con Chiara, Andrea Sempio racconta: "La conoscevo, ma avevo con lei un rapporto di cortesia: non ho mai avuto con lei un vero e proprio discorso. L'unico ricordo preciso che ho è quello di un incontro nella sua camera, con altri amici, per giocare al computer: io ero seduto sul letto, lei è entrata e poi è andata via. Io avevo 19 anni, Chiara 26: mondi diversi. Non ricordo di averla mai incontrata neanche in un locale".

E Alberto Stasi? "Lui l'ho incrociato una sola volta in un locale a Garlasco, dopo l'omicidio. Prima di allora non l'avevo mai visto e non sapevo nulla di lui".

Lo scontrino del parcheggio di Vigevano

Uno dei punti affrontati durante l'intervista con Beatrice Maria Merolla riguarda anche l'ormai famoso scontrino del parcheggio di Vigevano, usato come una sorta di "alibi" per la mattina del 13 agosto 2007, quando si pensa sia avvenuto l'omicidio di Chiara Poggi. Diventato, però, un indizio per l'opinione pubblica.

"Non me ne pento: l'ho fatto in buona fede. Saranno gli inquirenti a decidere che valore possa avere" spiega. Per quanto riguarda le indagini, Sempio ammette di avere ancora fiducia nella giustizia.

"La mia impressione è che questa volta gli inquirenti stiano lavorando per non lasciare niente di intentato. Non credo che stiano seguendo suggestioni. Anche se la vicenda dovesse concludersi a mio favore, molte narrazioni non sono basate sulla realtà, ci sarà sempre lo spazio per i dubbi. Prima o poi la vicenda stancherà".

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