03 Mar, 2026 - 17:37

La guerra porta gli avvoltoi in Italia: ecco chi sono e chi lo denuncia

La guerra porta gli avvoltoi in Italia: ecco chi sono e chi lo denuncia

Gli allarmi bomba a Palazzo Chigi e nel centro di Roma non faranno altro che aumentare ancor di più il clima di tensione. Ma già al quarto giorno di guerra, l'aria è irrespirabile. Anche in Italia. 

Per Libero la colpa è di quella parte di centrosinistra che anziché fare quadrato con il nostro governo e i Paesi dell'Occidente, si rammarica per l'uccisione di Khamenei e appena può attacca i rappresentanti dell'esecutivo, come è capitato al ministro Crosetto.

Mario Sechi per questo oggi ha aperto l'edizione del suo giornale con il titolo "L'ora degli avvoltoi".

La guerra degli avvoltoi, la denuncia di Mario Sechi

Tra le tante conseguenze della guerra, inevitabile, c'è anche quella degli avvoltoi, delle persone che strumentalizzano la situazione di caos sperando di avere un tornaconto.

Mario Sechi in questa categoria oggi ha inserito anche Giuseppe Conte, il leader del Movimento Cinque Stelle, reo, ieri, di aver polemizzato in commissione Esteri con il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

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Siamo al quarto giorno di guerra sul fronte iraniano e l'opposizione italiana è entrata nella fase dell'avvoltoio

ha scritto il direttore, descrivendo l'episodio che l'ha ispirato:

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In commissione Esteri al Senato ieri abbiamo visto all'opera Giuseppe Conte, due volte presidente del Consiglio in una delle fasi politiche più tragicomiche della storia repubblicana, uno Zelig della politica, prima sovranista e avvocato del popolo, poi improvvisamente democratico e di sinistra, infine demagogo del rottame pentastellato che ha sfasciato i conti pubblici italiani con il Superbonus e il Reddito di cittadinanza

Come dire: in tempi di guerra, anche le parole si affilano per colpire quanto più profondamente possibile.

Sechi contro Giuseppe Conte

Per Mario Sechi, la discussione imbastita in commissione Esteri era una buona occasione per avviare un confronto informato e produttivo per il Paese. Invece, ben presto, dopo l'intervento di Giuseppe Conte, si è trasformata nell'ennesima rissa che non promette nulla di buono:

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Era l'occasione per svolgere un dibattito serio, informato, sulla crisi in Medio Oriente, ma a Giuseppi (così lo chiamò Trump in un epico tweet) e alla sua compagnia non interessa la geopolitica, tanto meno l'interesse nazionale, sono avvoltoi che volteggiano in aria sperando di avventarsi sulla preda, il governo, mentre infuria la guerra

Ma cosa ha detto il presidente del Movimento Cinque Stelle che Sechi proprio non riesce a digerire?

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Conte ieri ha affermato che c'è un disegno per garantirsi approvvigionamenti energetici secondo la legge del più forte. Una balla colossale, gli Stati Uniti sono esportatori netti di gas e petrolio, ma i fatti nella realtà parallela dei pentastellati sono superflui

Per il direttore di Libero, è invece un altro il piano in attuazione del tutto evidente:

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Lo spregevole calcolo dell'opposizione è quello di capitalizzare elettoralmente (si vota l'anno prossimo) la paura della guerra e per farlo sono disposti a tutto, anche a tradire la storia, fino a sganciare l'Italia dall'Occidente, con una campagna che nel conflitto in Ucraina fa il gioco della Russia e in Medio Oriente favorisce la dittatura di Teheran. Tutto all'ombra della Cina...

Non a caso Sechi cita Pechino perché secondo lui si chiude il cerchio: durante i governi Conte, non solo dei militari russi, con la scusa degli aiuti per il Covid, ebbero modo di scorazzare in mezz'Italia, ma Palazzo Chigi firmò con la Cina l'accordo commerciale della Via della Seta rischiando di posizionare il Paese sotto l'influenza di Xi:

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Fu Conte ad aprire le frontiere della nostra nazione ai cinesi e ai russi nel momento della sua fallimentare gestione dell'emergenza pandemica innescata dal virus di Wuhan

Così, il direttore ha chiuso con una profezia:

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Prima di quanto si immagini, la sceneggiatura delle vedove delle dittature sarà replicata con la caduta di Cuba (...). Il Campo largo è sempre dalla parte sbagliata della storia

 

 

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