03 Mar, 2026 - 15:44

Perché la crisi in Iran sta facendo salire il prezzo di gas e benzina? Ecco quanto ci costerà

Perché la crisi in Iran sta facendo salire il prezzo di gas e benzina? Ecco quanto ci costerà

La crisi nel Golfo Persico, esplosa dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, sta mettendo sotto pressione i mercati energetici mondiali. Il motivo è semplice: quando aumenta il rischio in un’area chiave per il petrolio e il gas, i prezzi reagiscono immediatamente.

Ma perché una guerra in Medio Oriente incide così rapidamente sulla benzina che paghiamo al distributore? E quanto potrebbe costare alle famiglie italiane? 

Perché la crisi in Iran sta causando un aumento di benzina e gasolio?

Il punto chiave è lo Stretto di Hormuz, controllato dall’Iran. Si tratta della principale arteria mondiale per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto (GNL): circa il 20-30% del greggio globale passa da lì.

Anche senza una chiusura ufficiale, il semplice rischio di blocchi navali o attacchi alle petroliere è sufficiente: a rallentare il traffico marittimo, ridurre temporaneamente i volumi trasportati, aumentare i costi assicurativi delle navi, far scattare la speculazione sui mercati.

Quando il mercato teme una riduzione dell’offerta, il prezzo del petrolio sale immediatamente.

Il Brent ha superato gli 80 dollari al barile, con rialzi significativi rispetto ai giorni precedenti. E poiché benzina e diesel derivano dalla raffinazione del greggio, l’aumento si trasferisce rapidamente ai distributori.

Le prime stime indicano rincari tra 3 e 6 centesimi al litro nell’immediato. In uno scenario di tensione prolungata, gli aumenti potrebbero diventare più consistenti.
Lo stesso meccanismo vale per il gas.

Il mercato europeo di riferimento (TTF di Amsterdam) ha registrato forti oscillazioni, con prezzi oltre i 50-60 euro per megawattora.

In Italia il gas è fondamentale non solo per il riscaldamento domestico, ma anche per produrre energia elettrica. Quando il gas sale, aumenta anche il prezzo dell’elettricità.

Quanto aumentano le bollette di luce e gas nel 2026 

Il conflitto in Medio Oriente sta già avendo effetti importanti sui mercati energetici globali e potrebbe riflettersi presto anche sulle bollette di luce e gas delle famiglie italiane. 

Per una famiglia tipo, la bollette della luce potrebbe salire di circa 45 euro annui rispetto al 2025, con il prezzo medio dell'energia elettrica (PUN) intorno a 0,129 euro/kWh a febbraio.

Questo rincaro deriva dal maggiore costo del gas usato nelle centrali termoelettriche e da dinamiche stagionali aggravate dalle tensioni geopolitiche.

Secondo gli analisti di Facile.it, le bollette del gas sono destinati a un incremento più marcato, stimato in +121 euro annui per famiglia, per un totale extra di 166 euro su luce e gas combinati.

Effetto domino: carburanti più cari e aumento dei prezzi alimentari 

La guerra in Iran sta facendo salire i costi di carburanti e trasporti, con  prevedibili effetti a catena sui prezzi alimentari anche in Italia.

I prezzi di benzina e diesel sono aumentati alzando i costi logistici per camion e spedizioni (che incidono fino al 33% sui prezzi finali dei beni). Questo colpisce il trasporto su gomma, dominante in Italia (88% delle merci), con rincari stimati del 5-10% per imprese e consumatori.

I costi di trasporto più alti si scaricano su frutta, verdura e prodotti freschi (+13-20% medio), oltre a materie prime colpite da rincari energetici.

Se le tensioni persistono, i prezzi alimentari potrebbero salire ulteriormente del 5-7% nei prossimi mesi, mentre trasporti pubblici e merci vedranno incrementi stabili legati al greggio.

 

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