Per intere generazioni di italiani mai la guerra è stata così vicina. Ha avuto modo di ricordarlo anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al Quirinale nel corso della cerimonia di consegna delle onorificenze per l'odine al merito della Repubblica italiana.
Il Capo dello Stato ha espresso profonda preoccupazione per la guerra in corso in Iran, che sta destabilizzando l'intero Medio Oriente e non solo.
Le sue parole hanno sottolineato la necessità di fiducia e speranza in un contesto di crescenti tensioni internazionali, con attacchi che coinvolgono anche Israele, Libano e Arabia Saudita oltre che Cipro: l'Europa, quindi.
Mattarella ha descritto la situazione come drammatica, affermando che "la guerra è tornata a spargere sangue nel mondo, anche non lontano da noi".
Il Capo dello Stato ha fatto riferimento al conflitto scoppiato in Iran, con l'escalation che ha incluso attacchi israeliani in Libano e colpi all'ambasciata Usa a Riad e ha attribuito la crisi a una deriva di violenza regionale partita da tensioni pregresse.
Per questo, il Presidente ha evocato un imminente "orlo del burrone", criticando implicitamente chi alimenta il caos e, nello stesso tempo, invitando a non cedere alla rassegnazione verso "derive inevitabili".
In precedenza, a gennaio, Mattarella aveva condannato l'"efferato sterminio di manifestanti" da parte del regime iraniano, denunciando la repressione e il tentativo di occultare le notizie attraverso la censura.
Mattarella ha auspicato un ritorno alla fiducia e alla solidarietà, contrapponendo due visioni del mondo: quella egoistica degli interessi nazionali e quella condivisa di opportunità comuni.
ha esortato il Presidente, sottolineando il bisogno di speranza in un tempo di "grande angoscia", con la guerra che minaccia la stabilità anche dell'Italia.
Rivolgendosi poi ai nuovi cavalieri della Repubblica, ha indicato il loro impegno civile come un modello che rafforza le istituzioni con l'amore per gli altri e diffidando da chi "infiamma il mondo".
Infine, il Capo dello Stato ha auspicato un ritorno al rispetto del diritto internazionale. Questo in linea con sue precedenti riflessioni sulla pace in Medio Oriente, a cominciare dalla soluzione con due Stati per gli israeliani e i palestinesi.