Si arresta dopo quasi tre settimane l'emorragia di consensi per Fratelli d'Italia e Lega che questa settimana restano stabili ai livelli di sette giorni fa.
Una buona notizia per Giorgia Meloni e per i suoi alleati: la situazione nel centrodestra comincia ad assestarsi dopo il terremoto causato dall'addio burrascoso tra Roberto Vannacci e Matteo Salvini.
Il partito dell'ex generale della Folgore, Futuro Nazionale, invece continua a macinare consensi crescendo anche questa settimana.
Situazione stabile anche nel centrosinistra – ma non è una buona notizia – dove il Pd fa registrare una flessione, mentre M5S e AVS crescono. Il partito di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni mantiene la quinta posizione davanti alla Lega.
Queste le principali novità dell'ultimo sondaggio realizzato da SWG per il TgLa7 aggiornato al 2 marzo 2026 sulle intenzioni di voto degli italiani per le politiche del 2027.
Ecco, allora, nel dettaglio cosa è emerso dall'ultimo sondaggio politico e chi vincerebbe se si votasse oggi.
Fratelli d'Italia resta fermo al 29,8% mantenendo la leadership dell'area e confermandosi primo partito del Paese, anche grazie all'incapacità del Partito Democratico di approfittare del momento di crisi.
Anche Lega resta stabile al 6,4% e può tirare un sospiro di sollievo. Continua a crescere, invece, Forza Italia, che a differenza degli alleati sembra aver giovato della discesa in campo di Vannacci.
Questa settimana il partito del vicepremier Antonio Tajani sale all'8,4% (+0,1%) confermandosi come l'alternativa moderata del centrodestra. Perde, invece, Noi Moderati (- 0,1%) scendendo all'1%.
A destra della coalizione di maggioranza, infine, c'è la novità Futuro Nazionale di Vannacci che continua a crescere (+0,2) raggiungendo il 3,6%.

Non si tratta di una flessione drammatica, tuttavia evidenzia una volta di più l'incapacità del Pd di approfittare del momento di crisi del centrodestra.
In controtendenza il Movimento 5 Stelle, che cresce dello 0,2% e arriva all'11,7%. Positivo anche il dato di Alleanza Verdi e Sinistra, in aumento dello 0,2% e sale al 6,9%, ad un decimo dal giro di boa del 7%.
Più Europa guadagna lo 0,1% e sale all'1,5%. Stabile al 2,2% invece Italia Viva, mentre Azione arretra dello 0,2% e scende al 3,3%.
Il quadro complessivo del centrosinistra appare dunque frammentato: mentre alcune forze crescono, il partito principale perde terreno.

Guardando all’insieme dei dati, il centrodestra resta comunque in vantaggio con il 45,6%.
Il centrosinistra, pur mostrando segnali di vitalità in alcune sue componenti, sconta il calo del PD e una distribuzione del consenso che rischia di indebolirne l’impatto complessivo.
Il campo progressista in totale arriva al 43,9%, troppo poco per superare la coalizione avversaria ma abbastanza per mantenere la partita aperta a ogni possibile epilogo. Se si votasse oggi, il centrodestra partirebbe favorito grazie alla compattezza e alla stabilità interna.
Tuttavia, in un contesto segnato da piccoli ma continui spostamenti, la partita resterebbe aperta, soprattutto se il centrosinistra riuscisse a ricomporre le proprie differenze e a intercettare il bacino crescente degli indecisi.