03 Mar, 2026 - 10:32

Chi è Leila, l'attivista iraniana che ha contestato il corteo dei pacifisti a Firenze

Chi è Leila, l'attivista iraniana che ha contestato il corteo dei pacifisti a Firenze

Leila Farahbakhsh, attivista iraniana esule a Firenze da 15 anni, è balzata agli onori delle cronache lo scorso fine settimana in quanto ha interrotto un corteo pacifista contro l'intervento militare statunitense in Iran.

Designer di professione e membro dell'Associazione mondiale "Donne, vita e libertà", ha accusato i manifestanti di ipocrisia per il silenzio sulla repressione del regime degli ayatollah che ha causato migliaia di morti civili negli ultimi mesi.

Il suo gesto è stato prorompente e ha sveltao parecchie ipocrisie del mondo pacifista italiano.

In ogni caso, continua a dividere l'opinione pubblica mentre la sua famiglia in Iran vive sotto bombardamenti e blackout comunicativi.

Cosa sappiamo di Leila, l'attivista iraniana che si è battuta contro il corteo dei pacifisti di Firenze

Leila Farahbakhsh vive a Firenze da 15 anni, lavora come designer e non può rientrare in Iran da quattro anni a causa della sua opposizione al regime.

Durante il corteo del 28 febbraio organizzato dall'Arci e da altre sigle di sinistra con circa 150 partecipanti a Firenze, si è piazzata davanti alla prima fila gridando:

virgolette
Ora vi voglio dire una cosa io. Perché siete stati in silenzio con 40mila morti?

Leila ha denunciato arresti, torture, esecuzioni sommarie e violenze su donne e medici, riferendosi alle proteste represse dal regime con migliaia di vittime, molte delle quali giovani.

Leila ha replicato ai manifestanti che le contestavano di sostenere la "dittatura" così:

virgolette
Io sono per la democrazia, ma il regime non capisce la diplomazia

Inoltre, l'attivista ha sottolineato che molti iraniani nel corteo "non hanno famiglia in Iran" e vivono in una "comfort zone", mentre i suoi familiari sono "sotto il fuoco" dei bombardamenti.

Per le polemiche che ha scatenato il suo intervento, un evento con lei nel Mugello è stato annullato. Ma lei è andata avanti nella sua denuncia:

virgolette
Il 98% della popolazione iraniana è contento dell'intervento, lo aspettavamo.

Perché le manifestazioni pacifiste contro l'intervento armato in Iran fanno discutere

Le manifestazioni pacifiste, come quella fiorentina contro l'intervento Usa oppongono il "no alla guerra" alla richiesta di aiuto dal popolo iraniano contro il regime.

Leila ha accusato i partecipanti di "attivismo selettivo": solidali con altre cause ma silenti sulle 40mila morti iraniane, con tanto di attacchi a ospedali e blackout internet. I

In Iran, ha sottolineato l'attivista- ci sono state proteste in 31 province su 31 e milioni di persone sono scese in piazza chiedendo la fine, dopo 47 anni, del regime degli ayatollah.

Sta di fatto che il dibattito sulle manifestazioni pacifiste senza se e senza ma divide soprattutto la sinistra.

A Firenze, alcuni hanno replicato a Leila:

virgolette
Siamo in piazza col popolo iraniano

ma lei ha ribattuto dicendo che le voci dei giovani e delle famiglie sotto la repressione sono state ignorate.

virgolette
Anch'io non voglio guerra, ma il popolo non può morire a mani nude
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