03 Mar, 2026 - 09:27

Paolo Mendico suicida a 14 anni: "Veniva deriso", quattro compagni di classe indagati per stalking

Paolo Mendico suicida a 14 anni: "Veniva deriso", quattro compagni di classe indagati per stalking

La Procura per i minorenni di Roma ha iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di stalking quattro compagni di classe di Paolo Mendico, il 14enne che l'11 settembre 2025, alla vigilia del rientro a scuola, si è tolto la vita nella sua abitazione di Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina. Resta aperta, nel frattempo, l'inchiesta coordinata dalla Procura di Cassino per istigazione al suicidio contro ignoti. 

L'indagine per stalking della Procura per i minorenni

Nel fascicolo aperto dalla Procura minorile sono finiti i nomi di quattro ragazzi di età compresa tra i 16 e i 17 anni che frequentavano la stessa classe di Paolo nella sede distaccata "Pacinotti" dell'Istituto tecnico industriale. 

Secondo il capo di imputazione provvisorio, avrebbero preso di mira il compagno "con condotte reiterate consistenti in insulti, offese e minacce" tali da provocargli "un perdurante e grave stato di ansia, costringendolo ad alterare le proprie abitudini di vita".

Diversi gli episodi oggetto di verifica da parte degli inquirenti, che dovranno chiarire se i comportamenti contestati possano configurare il reato previsto dall'articolo 612 bis del Codice penale, ossia gli atti persecutori. 

L'inchiesta per istigazione al suicidio a Cassino

Procede su un binario parallelo l'indagine della Procura di Cassino, al momento contro ignoti, con l'ipotesi di istigazione al suicidio. L'obiettivo è verificare se sulla decisione del ragazzo di togliersi la vita possano aver pesato atteggiamenti di terzi.

Gli accertamenti si concentrano, in particolare, sui dispositivi elettronici sequestrati: telefoni cellulari e computer ora al vaglio del Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche (Racis), che sta passando al setaccio chat, messaggi e video per far luce sugli ultimi mesi di vita del 14enne.

Il lavoro sarebbe giunto a unain fase avanzata; la chiusura dell'inchiesta, quindi, è attesa nel giro di qualche settimana. Tutto il materiale ritenuto utile confluirà nel fascicolo della Procura, che dovrà poi valutare eventuali profili di responsabilità. 

I messaggi alla scuola e la posizione della dirigente

Tra gli atti acquisiti finora dagli inquirenti figurerebbero alcuni messaggi scambiati tra la psicologa dell'Istituto e la vicepreside, nei quali si farebbe riferimento a una possibile situazione di bullismo nella classe di Paolo. 

Al centro delle verifiche, poi, le comunicazioni che i familiari del ragazzo sostengono di aver inviato alla scuola per segnalare le difficoltà vissute dal figlio. Comunicazioni di cui la dirigente scolastica, Gina Antonetti, aveva negato l'esistenza.

La donna è stata sospesa dal Ministero insieme a due docenti. Nella relazione - diventata parte integrante del fascicolo d'inchiesta - si evidenzia che "avrebbe dovuto promuovere interventi più incisivi". Si attendono ulteriori sviluppi.

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