01 Mar, 2026 - 16:38

Alessandro Venturelli scomparso, la madre: "Nuove e-mail, inviate da Medium con info su Alle"

Esclusiva di
Tag24
Alessandro Venturelli scomparso, la madre: "Nuove e-mail, inviate da Medium con info su Alle"

Proseguono le ricerche di Alessandro Venturelli, il ragazzo scomparso nel 2020 da Sassuolo e ancora non ritrovato.

La madre, Roberta Carassai, è anche presidente dell'associazione Nostos, da anni punto di riferimento per tutti i familiari di persone svanite in circostanze da accertare.

Nonostante un grave problema di salute, la donna è stata oggetto di numerose e-mail pregne di insulti e cattiverie.

Dopo una battuta d’arresto delle vessazioni, ora il genitore ha ricevuto una serie di lettere da parte di sedicenti medium, convinti di essere in comunicazione con il suo Alle.

Nonostante la linea sottile tra realtà, fede e immaginazione, il timore è che possa trattarsi di una nuova modalità di truffa.

Tag24 l’ha intervistata in esclusiva per comprendere insieme cosa stia accadendo e quali siano le evoluzioni di questa drammatica vicenda.

Alessandro Venturelli scomparso: le e-mail dei medium e il loro contenuto 

«Sono molto scettica rispetto a questo tipo di messaggi, io sono una madre che cerca suo figlio nella realtà, concretamente», spiega mamma Roberta.

«Quando leggo parole che parlano di energie, connessioni o di Alessandro che orchestrerebbe qualcosa, io non riesco a riconoscermi in questa narrazione».

«Capisco che ci sia chi crede a queste cose, ma io ho bisogno di fatti concreti, di riscontri, di elementi verificabili».

Strumentalizzazione del dolore?

«Il dolore non può essere riempito da frasi suggestive o da presunti segni da interpretare, soprattutto dopo sei anni di assenza».

«Mi colpisce che si parli di un “progetto” o di un disegno spirituale legato a mio figlio. Alessandro per me è un ragazzo scomparso, che sto cercando da anni con tutte le mie forze».

«Non posso permettermi di trasformare questa vicenda in qualcosa di simbolico o trascendente».

Strumentalizzazione del dolore?

«Quando poi, alla fine di questi messaggi, compaiono riferimenti a consulti privati a pagamento, divento ancora più prudente».

«In situazioni di fragilità emotiva il rischio di strumentalizzazione è alto, ed è qualcosa che mi preoccupa molto».

«Io continuo a credere nella ricerca concreta, nel lavoro delle autorità e nella solidarietà vera. Tutto il resto, per quanto possa sembrare confortante per qualcuno, non rappresenta la strada che intendo seguire».

Chi c'è dall'altro capo del telefono?

«Ho chiamato quei numeri, alla ricerca di spiegazioni, di risposte, ma dall'altro capo del telefono non ha mai risposto nessuno», sottolinea Roberta.

«Credo invece che si tratti di una truffa, potenzialmente sperano che io citi i loro nomi negli articoli di giornale, nelle interviste, ma è una cosa che non farò a priori».

«Se è quello il loro scopo, mi dispiace, ma non troveranno terreno fertile. Se sapessero realmente dove si trovi il mio Alle, me lo avrebbero già comunicato e ora staremmo di nuovo insieme», conclude.

 

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