Si dice sempre che chi, a fine legislatura, impone una nuova legge elettorale lo faccia per blindare, almeno sulla carta, la propria vittoria alle successive elezioni politiche.
Secondo Noto Sondaggi, nemmeno il caso di questa volta che vede protagonista il centrodestra di Giorgia Meloni fa eccezione.
Se si andasse al voto con la nuova legge elettorale che il centrodestra sta promuovendo, le forze dell'attuale maggioranza si conformerebbero tali: avrebbero la maggioranza dei seggi alla Camera. Si imporrebbero, per la precisione, 239 a 138. Questo risultato, contando, evidentemente, solamente i due blocchi principali di centrodestra e centrosinistra e lasciando fuori dalla conta Futuro Nazionale di Roberto Vannacci e Azione di Carlo Calenda.
Gli sherpa del centrodestra che stanno spingendo per la nuova legge elettorale, quindi, stando alle proiezioni di Antonio Noto, avrebbero ragione: starebbero mettendo in cassaforte la vittoria alle elezioni politiche del 2027.
Se Meloni e soci vincessero - come indicano adesso i sondaggi di Antonio Noto - con il 47,5% contro il 43,5% del centrosinistra, beneficerebbero di un premio di maggioranza che dovrebbe garantire loro altri cinque anni di governo stabile.
Alla Stampa di Torino, Noto ha fatto questa proiezione:
Noto ha evidenziato che la cancellazione dei collegi uninominali sposterebbe più di qualche equilibrio.
Il centrosinistra, infatti, stando così le cose, ne conquisterebbe molti di più al Sud. Ma con la nuova legge elettorale, invece, se ne avvantaggerebbe la destra.
Ricapitolando la simulazione: con il centrodestra vincitore delle elezioni con il 47,5%, avrebbe alla Camera tra i 220 e i 242 deputati. Attualmente, ne ha 239. Il centrosinistra, arrivando al 43,5%, invece, ne avrebbe tra i 138 e i 152. Oggi ne ha 138.
Capitolo a parte meritano Roberto Vannacci con il suo Futuro Nazionale e Carlo Calenda con la sua Azione, i due partiti che Noto non prevede organici alle due coalizioni.
Detto che la soglia di sbarramento per chi va da solo con la nuova legge elettorale è fissata al 3% a livello nazionale, Vannacci, ad oggi, si aggira proprio su quella quota. Quindi, tanto potrebbe superarla e conquistare fino a 10 deputati, tanto potrebbe solo sfiorarla e rimanere clamorosamente fuori dal parlamento con zero seggi.
Sta di fatto che, per Noto, può contare su uno zoccolo duro solo dell'1,6%. Tutto il resto è da conquistare. Magari, stando il più possibile al centro dell'attenzione.
La sintesi politica del sondaggista, in ogni caso, è questa: Meloni e Salvini possono stare tranquilli, anche senza Vannacci i numeri sono dalla loro parte.
Per Calenda, invece, non sono previsti problemi. Azione è data al 3,5% e dovrebbe conquistare dai 10 ai 14 deputati. Oggi ne ha 10.
Finale su tutti gli altri partiti che, messi insieme, valgono un altro 2,5%: sarebbero tutti tagliati fuori dalla prossima composizione di Montecitorio.