Si è chiusa anche la seconda serata di Sanremo 2026 e, diciamolo, stavolta l’aria era diversa. Con Carlo Conti e Laura Pausini sul palco, insieme a Pilar Fogliati, Achille Lauro e Lillo Petrolo, il ritmo è stato un po’ più sciolto e naturale. Meno rigidità, più spontaneità. Tra risate e momenti intensi, la puntata è volata via senza pesare.
Achille Lauro non è stato solo co-conduttore. Prima ha cantato “16 marzo” con Laura Pausini, poi ha regalato uno dei momenti più forti della serata. A sorpresa ha portato “Perdutamente” insieme al soprano Valentina Gargano e a un coro di 20 elementi. L’esibizione era dedicata ai ragazzi che hanno perso la vita nella tragedia di Crans-Montana. Quando Conti ha spiegato il perché di quella scelta, in teatro si è creato un silenzio vero. Un momento intenso, che ha toccato tutti, Lauro compreso.
Spazio anche all’energia del palco Suzuki con Bresh, che ha scaldato l’Ariston mentre dalla Costa Toscana Max Pezzali ha fatto partire il karaoke generale con “Nord sud ovest est” e “Tieni il tempo”. Per un attimo il festival è stato una festa anni ’90, ed anche chi fingeva di non ricordare le parole, alla fine cantava a squarciagola!
Passiamo alla gara. Si sono esibiti 15 dei 30 artisti in competizione e la Top 5, annunciata in ordine sparso, mette insieme nomi molto diversi tra loro: Tommaso Paradiso, Lda & Aka7, Nayt, Fedez & Masini ed Ermal Meta.
Alla sua prima volta all’Ariston, Tommaso Paradiso ha portato “I romantici”, una dedica semplice alla persona che ama. Il protagonista di questa canzone? “Sono io, sei tu, siamo noi”, ha detto presentando il brano. Una canzone dolce, diretta, senza troppi effetti speciali. In mezzo a produzioni più costruite, quella semplicità ha fatto centro.
Con “Poesie clandestine”, LDA e Aka7even salgono sul palco insieme per la prima volta. Il brano racconta un amore viscerale, di quelli che ti prendono tutto ma non riescono a trovare equilibrio.Il pezzo anticipa anche l’album omonimo in uscita il 6 marzo. Si sente che dietro c’è amicizia vera, non solo collaborazione.
Nayt ha portato “Prima che”, un brano che si chiede cosa resta quando togliamo maschere e abitudini. Un invito a guardarsi davvero, senza filtri.È una canzone che ti fa riflettere, ma senza appesantire. Intensa, ma onesta. Fedez e Marco Masini hanno confermato che la loro unione funziona. Con “Male necessario” hanno mescolato rime serrate e melodia in una ballad potente. Il pubblico li ha accolti con un bel coro di “bravi”. Il pezzo parla di rivalsa e di ripartenza, e l’intesa tra i due si sente tutta.
Ermal Meta torna a Sanremo con “Stella stellina”, ispirata a una ninna nanna per la figlia. Il brano tocca anche il tema della guerra, con una dedica a una bambina di Gaza senza nome e senza voce. È la sua settima volta all’Ariston, ma questa è speciale: è la prima da papà.
Fuori dalla Top 5 ci sono anche gli altri artisti che si sono esibiti in questo girone: Bambole di Pezza, Chiello, Dargen D’Amico, Ditonellapiaga, Elettra Lamborghini, Enrico Nigiotti, Fulminacci, J-Ax, Levante e Patty Pravo.
Anche loro hanno lasciato il segno. Sui social i commenti si sono moltiplicati già pochi minuti dopo le esibizioni e, tra chi ha convinto di più e chi ha diviso il pubblico, l’attenzione non è mancata. Dall’Ariston sono arrivati applausi sentiti e reazioni calorose, segno che la gara è molto più aperta di quanto dica una semplice classifica provvisoria.
A cura di Aurora Cicco