27 Feb, 2026 - 11:20

L'Italia politica litiga per Irina Shayk a Sanremo (ma Travaglio è sempre sul fronte russo)

L'Italia politica litiga per Irina Shayk a Sanremo (ma Travaglio è sempre sul fronte russo)

Non tanto la presenza in sé, quanto l'algida risposta che ha dato in conferenza stampa a proposito della guerra in Ucraina, fa sì che oggi Irina Shayk, la super modella che ieri ha co-condotto con Carlo Conti il Festival di Sanremo, sia al centro delle polemiche (anche) politiche.

Due i punti della questione. Il primo: era opportuno invitare al Festival una cittadina russa che non ha preso le distanze dal regime di Putin proprio mentre ricadono quattro anni dall'invasione di Mosca in Ucraina che tanto dolore sta provocando?

Il secondo, il più importante: era opportuno invitarla dato che, anche quando è stata espressamente sollecitata, non ha mostrato un minimo di empatia umana verso chi sta soffrendo (e morendo) per colpa del governo del suo Paese?

Sui social, chi tiene in modo particolare alla causa ucraina ha esternato tutto il suo sconcerto.

Tra questi, però, non c'è Marco Travaglio. Del resto, il direttore del Fatto Quotidiano è da sempre schierato con Putin. E anche oggi firma un editoriale in prima pagina in cui, in pratica, sostiene che se si vuole la fine della guerra bisogna accettare tutto ciò che vuole il Cremlino. Per lui, non è lì che si annida il problema, bensì a Kiev e nel resto dell'Occidente. 

Niente di nuovo sotto il sole: Irina Shayk, in Italia, è in buona compagnia.

Irina Shayk a Sanremo è un caso (ma non per Travaglio)

Irina Shayk ha destato più di una perplessità (per usare un eufemismo) quando, in conferenza stampa, alla domanda "stasera sul palco si parla di pace e, visto che lei è nata e cresciuta in Russia, le volevo chiedere cosa pensa della guerra in atto, se ha un pensiero sull'Ucraina, sulla Russia, su quello che sta accadendo nel suo Paese", ha risposto:

virgolette
Io sono qui e non voglio fare alcun commento politico. Siamo qui a celebrare l'amore, la musica, l'unità, l'energia positiva che noi creiamo. È vero che nel mondo stanno accadendo molte cose, ma sono felice e grata di essere qui, circondata da tutti i vostri sorrisi. Quindi nessun commento a carattere politico

Insomma: empatia zero. Ma per Marco Travaglio va bene così. Anche perché rilegge la storia a modo suo. Anzi, a modo di Mosca:

virgolette
Anche nel quarto anniversario dell'invasione russa dell'Ucraina e nel dodicesimo del golpe di Maidan contro il presidente neutralista Yanukovich che scatenò la guerra civile, gli sgovernanti europei e i loro trombettieri continuano a evitare i conti con la realtà. E a raccontare e a raccontarsi frottole: la Russia sta perdendo la guerra, o è impantanata, quindi Kiev può vincere. Intanto l'Ucraina è devastata e decimata; gli Usa da un anno non le inviano più un euro né una fionda; l'Ue ha finito i soldi e le armi, salvo quelle che compra dagli Usa per regalargliele perché continui a perdere uomini e territori, e non riesce neppure a varare il ventesimo pacchetto di sanzioni né il prestito di 90 miliardi...

Insomma: per il direttore del Fatto, la guerra è un "disastro" solo per l'Europa: ancora non si convince che davanti alla Russia farebbe meglio ad alzare bandiera bianca.

La narrazione putinian-travagliesca, infatti, è questa:

virgolette
Se Zelensky avesse accettato la neutralità prima dell'invasione (come chiesero Scholz e Macron), o subito dopo (come chiese Putin a Istanbul con l'autonomia del Donbass pattuita a Minsk), l'Ucraina sarebbe tutta intera, senza centinaia di morti e 4 milioni di profughi...

I post contro Irina Shayk

E insomma: se Irina Shayk, questa mattina, ha avuto modo di leggere l'editoriale di Travaglio, sicuramente le si sarà aperto il cuore, a proposito di amore di cui tanto va parlando. Di meglio, di più allineato al regime, a Mosca, non avrebbe potuto vedere.

Ma tant'è: in Italia, c'è anche chi la contesta. L'analista georgiana Nona Mikhelidze, ad esempio:

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Che nella società russa empatizzare con il prossimo sia un problema non è una novità. Per esempio, ai moscoviti non importa come si viva nelle periferie o cosa vi stia succedendo: l’indifferenza è un’eredità dell’Unione Sovietica ed è anche frutto dello stalinismo. Quindi figuriamoci se una russa come lei può empatizzare con la sofferenza degli ucraini. Ma non mi sarei mai aspettata che in Italia fosse così difficile empatizzare con un popolo che da quattro anni si difende da un’aggressione di inaudita crudeltà

In ogni caso, a ben vedere, per Mikhelidze, il problema è la Rai, è Carlo Conti, il responsabile del Festival, fino a un certo punto Irina Shayk:

virgolette
Qui il problema non è Irina Shayk, ma la Rai che, nella settimana del quarto anniversario della guerra, invita una russa (...) Complimenti alla Rai e a Carlo Conti per la sensibilità dimostrata e per la “bella” celebrazione della “pace” stasera

Come Mikhelidze la pensa l'ex parlamentare Marco Taradash, che arriva a paragonare Irina Shayk e Leni Riefenstahl e a dire che la Rai "fa schifo":

virgolette
Sono orgogliosa di essere russa, dice la Leni Riefenstahl sanremese. Non vuole parlare di cose politiche ma dice “Sono orgogliosa di essere russa” Irina Shayk, scelta da Carlo Conti per condurre la serata di Sanremo. Come se Leni Riefenstahl avesse detto “non voglio parlare di politica ma sono orgogliosa di essere tedesca”. La Rai fa schifo

Leni Riefenstahl è l'attrice e regista tedesca amica di Hitler passata alla storia per i suoi documentari che esaltavano il regime nazista. 

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