Si chiamava Francesco Lassi e aveva 56 anni l'uomo che nel pomeriggio di giovedì 26 febbraio è stato ucciso a coltellate all'interno dello studio di commercialisti in cui lavorava in via Grande, nel centro di Livorno. La polizia ha già fermato il suo presunto assassino: si tratta di Luigi Amirante, 47enne di origini napoletane e ex collaboratore di giustizia, individuato grazie ad alcune testimonianze.
Secondo quanto ricostruito finora, Lassi sarebbe stato colpito con almeno due coltellate, una all'addome e una al costato, al culmine di una lite scoppiata durante una trattativa per la compravendita di gioielli.
A dare l'allarme le altre persone presenti al momento dei fatti all'interno dello studio, ma in una stanza diversa da quella in cui si trovava la vittima. All'arrivo del personale del 118, per Lassi non c'è stato purtroppo nulla da fare.
Il presunto killer, Luigi Amirante, ex collaboratore di giustizia, con precedenti per droga e contatti con clan cammorristici, è stato fermato qualche ora dopo nella zona del porto di Livorno grazie alle testimonianze dei residenti e all'analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza.
Ua donna ha riferito di aver visto un uomo con il cappuccio del giubbotto in testa allontanarsi; un uomo ha raccontato di aver incrociato la stessa persona davanti al portone dello stabile. Informazioni che hanno permesso di individuare il 47enne e rintracciarlo a bordo della sua Toyota Yaris grigia.
Interrogato dal sostituto procuratore Niccolò Volpe, Amirante avrebbe già parzialmente ammesso le sue responsabilità, sostenendo di aver agito per difendersi. Una versione che è ancora al vaglio degli inquirenti, che vogliono far luce sull'intera dinamica dell'accaduto.
Sotto shock, intanto, la comunità livornese e quella pistoiese. Francesco Lassi era un agente di commercio, ma era noto anche per l'impegno politico. Nel 2022 si era candidato al Consiglio comunale di Pistoia con il Movimento 5 Stelle.

Nicola Maglione, capolista dei pentastellati alle stesse elezioni, lo ricorda ora come il suo "migliore amico".
Nello studio in cui è avvenuto il delitto, il 56enne possedeva un locale in cui riceveva i clienti. Ieri era uscito di casa dicendo alla moglie di avere un appuntamento di lavoro. Poi la tragedia. Lascia due figlie.