Il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari è convinto che Putin voterebbe No al prossimo referendum sulla Giustizia? Per Marco Travaglio, si sbaglia di grosso: il dittatore di Mosca non si esprimerebbe affinché le carriere dei magistrati inquirenti e giudicanti rimangano uguali, come è adesso in Italia e in Russia, piuttosto per sottomettere la magistratura al potere esecutivo, come conviene a un regime autocratico. E quindi voterebbe Sì, suppone il direttore del Fatto.
L'uomo del giorno che Travaglio prende di mira per sostenere la bocciatura della riforma Nordio, quindi, è proprio lui, Fazzolari. Tant'è che il titolo del suo editoriale è più che mai eloquente:
Essendo un dittatore, probabilmente Putin non si porrebbe nemmeno il problema di come votare perché un referendum libero nel suo Paese non potrebbe mai esserci. Ma tant'è: qui in Italia, si litiga dividendosi se voterebbe Sì o No in occasione della nostra consultazione popolare sulla riforma della Giustizia.
Il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari propende per il No constatando che in Russia, come finora in Italia, giudici e pm hanno la stessa carriera.
Marco Travaglio, invece, è convinto del contrario. Volendo sottomettere i magistrati al potere esecutivo, il dittatore di Mosca voterebbe di sicuro Sì:
Travaglio, per sostanziare la sua tesi, ricorda, a tal proposito, anche la frase di Nordio che, nel voler sostenere la sua riforma di fronte ai partiti che oggi sono all'opposizione, ebbe a sottolineare che lo scopo era mettere i governi, oggi di destra domani di sinistra, al riparo dalle inchieste:
Per Marco Travaglio, Giovanbattista Fazzolari, che pure era stato dipinto dalla premier Meloni come "l'uomo più intelligente che avesse mai incontrato", è un vero e proprio "genio". Per modo di dire, naturalmente.
Perché, di sicuro avrebbe sottolineato che nella riforma Nordio c'è scritto che sia i pm sia i giudici restano autonomi e indipendenti. Al che, però, il direttore del Fatto riesce a metterla così:
Ora, non si capisce quale potrebbe essere questa legge ordinaria che andrebbe contro la Costituzione. Sarebbe impossibile perché, appunto, anticostituzionale.
A leggere Travaglio, però, è tutto un processo alle intenzioni. E, in chiusura del suo editoriale, il direttore del Fatto si dimostra anche un grande esperto delle costituzioni russa, cinese, cubana, iraniana e della Corea del Nord.
Anche in quelle carte - avverte - c'è scritto che i magistrati sono indipendenti. Ma sono tutte "culle della democrazia" i Paesi sopra citati? Si chiede sarcasticamente.
Come dire: se passa il Sì, Travaglio prevede che a Palazzo Chigi avremo Putin, Xi Jinping, Diaz-Canel, Khamenei e Kim Jong-un insieme: fategli spazio.