25 Feb, 2026 - 10:30

Elena Basile contro la propaganda del quarto anniversario della guerra in Ucraina

Elena Basile contro la propaganda del quarto anniversario della guerra in Ucraina

Ventiquattro febbraio 2022 - ventiquattro febbraio 2026: per Elena Basile, il quarto anniversario della guerra in Ucraina non è altro che l'occasione per rimarcare una propaganda da parte dell'Occidente che si ripete sempre uguale a se stessa.

L'ex diplomatica ne dà conto oggi con un editoriale sul Fatto Quotidiano che ruota attorno a questa domanda rimasta inevasa:

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Perché un'Ucraina neutrale, federale, vicina economicamente all'Ue, in grado di salvaguardare anche gli interessi economici russi nelle regioni dell'Est, non sarebbe stata un bene per il popolo ucraino ed europeo?

Basile ricorda che era l'opzione caldeggiata dal presidente Yanukovich e dai russi, ma che è stata sempre respinta da Washington.

Elena Basile analizza la propaganda occidentale della guerra in Ucraina

Per Elena Basile, non ci sono dubbi: dopo quattro anni di guerra e di lutti, "la retorica militarista trionfa" ancora. Si tratta, a detta dell'ex diplomatica, della retorica che vuole Putin impegnato nel suo disegno neo imperialista che minaccerebbe tutta l'Europa dell'est:

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Perché di fronte a questa manipolazione delle coscienze la generazione Z scesa in piazza contro il genocidio non insorge? Come abbiamo ripetuto fino alla nausea, Mosca ha un Pil non consono a un'avventura espansionistica, ha un tasso demografico discendente, immensa superficie e ingenti materie prime, risorse minerarie, ha una potenza militare non paragonabile a quella della Nato, dovrebbe essere suicida e folle per accarezzare sogni di dominio imperialistico...

L'Ucraina allora? L'invasione del 24 febbraio 2022 come si spiega?

Il caso dell'Ucraina

Elena Basile, sull'Ucraina, ribalta completamente la narrazione mainstream della brama di potere di Mosca: sostiene che il nazionalismo di Kiev è stato pompato da "un vecchio progetto neocon statunitense".

Per questo, "la guerra di Mosca è una guerra esistenziale non contro un vicino debole ma contro una leadership che ha svenduto gli interessi del popolo ucraino, utilizzata politicamente e militarmente dagli anglosassoni e poi dall'intera classe dirigente occidentale come piattaforma di assalto per un tentativo di regime change, tramutato in guerra a bassa intensità per indebolire la Russia". 

Di conseguenza, la propaganda occidentale, dopo quattro anni di guerra, non si ferma:

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La propaganda, dopo la distruzione di un Paese, ormai fallito e nelle mani di rapaci, corrotti predatori, dopo la morte di centinaia di migliaia di giovani, non si arrende. Vuole ulteriore distruzione, condanna altri giovani, osa affermare che la mediazione a marzo del 2022 sarebbe fallita sui crimini di Bucha (su cui attendiamo ancora un'inchiesta indipendente), alimenta l'odio per il Paese demonizzato, la Russia, inneggia al sabotaggio della mediazione

Per Basile, non si tratta altro che di "vampiri che si fanno chiamare filoucraini". 

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