Dal caso del piccolo Domenico, il bambino morto dopo il trapianto con il cuore "bruciato", fino a quello del poliziotto di Rogoredo e dell'ex assessore leghista Massimo Adriatici che hanno ucciso due cittadini extracomunitari: Marco Travaglio si scaglia contro la giustizia fai da te del governo, quella che un giorno vota gli scudi penali e l'altro chiede "il massimo della pena".
Travaglio boccia gli scudi penali e la giustizia fai da te
Gira e rigira, il nocciolo della questione, per il direttore del Fatto Quotidiano, è quello che va ripetendo tutti i giorni da quando è iniziata la campagna referendaria per la riforma della Giustizia: la politica non deve invadere il campo della magistratura.
Anche perché poi, inevitabilmente, si infila in un cul de sac:
Ieri, per dire, i nostri sgovernanti hanno prorogato fino al 31 dicembre lo scudo penale per il personale sanitario, che non risponderà degli errori se non per dolo o colpa grave in situazioni di carenza di organico
Per Travaglio, un modo come un altro per non affrontare il vero problema della nostra sanità:
In pratica, invece di fornire più personale agli ospedali, forniscono il salvacondotto ai pochi che ci lavorano se lo fanno male danneggiando la salute e la vita dei pazienti
Poi, però, nota il direttore del Fatto, capita il caso del piccolo Domenico, e il governo dello scudo penale si trasforma in giustiziere "invitando i magistrati a fare giustizia senza sconti".
Il caso del poliziotto di Rogoredo e dell'ex assessore omicida
Ci sono poi altri due casi, per Travaglio, che hanno evidenziato come la giustizia fai da te del governo non funziona:
Il governo, dopo aver varato lo scudo penale per gli agenti che sparano e aver difeso quello di Rogoredo che ha ucciso il pusher disarmato, ordina ai magistrati di condannarlo senza sconti...
E, come se non bastasse, ieri, si è infilato anche il caso di Massimo Adriatici, "l'ex assessore alla sicurezza di Voghera che nel 2021 uccise un marocchino ubriaco che faceva casino in un bar":
Processo con rito abbreviato e sconto di un terzo della pena, che altrimenti sarebbe stata di 18 anni, dopo che il giudice aveva imposto alla Procura di riformulare l'accusa dall'eccesso colposo di legittima difesa a quella molto più grave di omicidio volontario...
Ma ciò che Travaglio non dimentica in questo caso sono le dichiarazioni di Matteo Salvini subito dopo il fattaccio:
Salvini aveva già emesso la sentenza senza neppure domandarsi perché l'assessore girasse armato di una Beretta calibro 22 carica: Adriatici è una persona perbene aggredita. È stata legittima difesa. È partito un colpo che purtroppo ha ucciso un cittadino straniero che, secondo quanto trapela, è già noto per violenze, aggressioni, addirittura atti osceni in luogo pubblico. Poi saltò fuori il filmato di una telecamera che immortalava Adriatici mentre pedinava la vittima disarmata prima di sparargli...