L’Inter saluta la Champions League in maniera sorprendente e deludente: dopo aver perso all’andata in Norvegia, stavolta la scusa del sintetico non regge più. Anche a San Siro, la squadra di Chivu cade sotto i colpi del Bodø/Glimt, chiudendo la stagione europea con un flop che fa discutere tifosi e addetti ai lavori.
Il ritorno in casa era visto come l’occasione per riscattare il 3-1 subito in trasferta, ma l’Inter non è riuscita a imporsi. Il 2-1 finale non basta, e il Bodø/Glimt accede agli ottavi con merito.
Numeri alla mano, l’Inter ha dominato il possesso (70%), tirato 30 volte verso la porta e centrato lo specchio in 7 occasioni. Eppure, concretizzare è stato un problema: Nikita Haikin e la difesa norvegese hanno annullato ogni iniziativa dei nerazzurri. Possesso e statistiche non sempre equivalgono al risultato, e San Siro lo ha confermato.
Se all’andata si parlava di freddo e terreno sintetico, ora il Bodø/Glimt ha dimostrato di saper vincere anche lontano dalla Norvegia. Con successi prestigiosi su Manchester City e Atletico Madrid, la squadra di Knutsen non è una sorpresa casuale: cinica, organizzata e mai intimorita, ha sfruttato le incertezze dell’Inter.
L’ironia della situazione? La scusa del sintetico è rimasta valida solo all’andata: in casa, su un campo “normale”, i nerazzurri non hanno saputo ribaltare la situazione.
Gli infortuni di Calhanoglu e Lautaro Martinez non possono giustificare il flop. L’Inter ha mostrato difficoltà nel gestire ritmi intensi e partite ravvicinate in Europa. La squadra ha faticato a essere incisiva, mostrando imprecisione e poca decisione sotto porta.
Quando il cronometro ha iniziato a scorrere e la pressione per segnare tre goal si è fatta concreta, l’Inter si è disunita, subendo anche il raddoppio del Bodø/Glimt. La rete del 2-1 è arrivata troppo tardi, lasciando pochi margini di rimonta.
Cinque sconfitte nelle ultime sei partite europee e due ko consecutivi nei playoff parlano chiaro: l’Inter fatica a ripetersi in Champions. Il dominio in Serie A non si traduce automaticamente in risultati europei, e l’eliminazione contro il Bodø/Glimt lo dimostra.
Il sintetico non c’entra più, e la squadra dovrà riflettere seriamente sulle difficoltà europee, se vuole tornare competitiva a livello internazionale.