Sanremo, 5 febbraio 1987. Le luci si sono accese sull’Ariston e Patty Pravo è tornata in gara con un brano elegante e malinconico: "Pigramente signora".
La voce era magnetica, l’interpretazione impeccabile. Eppure, poche ore dopo la prima esibizione, è esploso il caos. Accuse di plagio, fan club infuriati, giornali scatenati.
Cosa è successo davvero dietro una delle polemiche più clamorose della storia del Festival? E perché quella canzone è diventata il "Sanremo più difficile" della Divina? Ecco tutta la verità, tra musica, diritti d’autore e un caso che ancora oggi fa discutere.
"Pigramente signora" è stata presentata da Patty Pravo al Festival di Sanremo 1987 come brano originale, con testo firmato da Franca Evangelisti e musica accreditata inizialmente a Evangelisti e Mauro Arnaboldi (in alcune ricostruzioni anche a Nicoletta Strambelli, vero nome della cantante).
La melodia era folk-rock, dolce e avvolgente, perfetta per la cifra stilistica della Pravo. Il testo raccontava una figura femminile elegante e distante, una donna che osserva il mondo con malinconia e ironia, quasi sospesa tra ricordo e presente. Una ballata intensa, che metteva al centro atmosfere intime e una vocalità raffinata.
Patty ha raccontato di aver composto la musica intorno al 1975, di averla dimenticata e poi ritrovata su un vecchio nastro demo anni dopo. "Mi è sembrata ancora attuale e l’ho proposta alla casa discografica", ha spiegato all’epoca. La canzone, secondo la sua versione, era rimasta chiusa in un cassetto per oltre dieci anni prima di arrivare sul palco dell’Ariston.
Il problema? La melodia era praticamente identica a "To the Morning", brano del 1972 del cantautore americano Dan Fogelberg, contenuto nell’album "Home Free!". Un dettaglio che i fan più attenti non hanno ignorato.
Dopo la prima esibizione sanremese, il Fogelberg Fans Club italiano ha denunciato pubblicamente la somiglianza tra "Pigramente signora" e "To the Morning". Giornali e televisioni non si sono lasciati scappare la notizia, rilanciandola e trasformando la polemica in un caso nazionale.
A rendere la vicenda ancora più delicata è stata la dichiarazione di Paul Jeffery, ex marito di Patty Pravo (sposato nel 1976). In un'intervista al Corriere della Sera all'epoca ha raccontato: "Regalai io a Nicoletta questo album nel 1976 a Londra. Tra questi c’era naturalmente anche To the Morning. La firma era quella dell’autore originale". Una frase che ha acceso ulteriormente il dibattito.
Secondo alcune ricostruzioni, Patty avrebbe registrato provini in inglese tra il 1976 e il 1978 ispirati proprio a quel brano. Quando nel 1987 ha riproposto la melodia come sua, è scoppiato lo scandalo, soprattutto perché il brano era stato portato sul prestigioso palco del Festival di Sanremo. Lei ha sempre parlato di possibile ispirazione inconscia, senza mai ammettere apertamente di aver presentato una cover non dichiarata.
Il risultato? Plagio accertato ma nessuna squalifica ufficiale dal Festival. "Pigramente signora" si è classificata 20ª su 22 Big, nonostante una parte della critica avesse apprezzato l’interpretazione vocale. Le vendite del 45 giri si sono fermate a circa 10mila copie, raggiungendo comunque la 18ª posizione in hit parade.
La casa discografica Virgin Records ha rescisso il contratto dopo il Festival. I diritti SIAE sono stati riaccreditati a Franca Evangelisti e Dan Fogelberg e Patty ha pagato un risarcimento economico in un accordo privato. Fogelberg, attivo negli Stati Uniti in quegli anni con album come "Exile" (1987), non ha mai rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla vicenda.
La polemica si è risolta senza cause legali clamorose, ma con un accordo economico e la regolarizzazione dei diritti d’autore. Il brano è stato incluso nella raccolta "Pigramente signora" del 1988 (CGD su licenza Virgin) e, dopo anni di oblio nelle scalette live, è riapparso in streaming nel 2022 in versione rimasterizzata.
Le reazioni del pubblico dell'epoca sono state fortissime e polarizzate. I fan di Fogelberg hanno parlato di "furto creativo" e promosso un boicottaggio. I sostenitori della Divina hanno organizzato sit-in a Milano con slogan come "Patty non copia, ispira". Persino i talk show come il Maurizio Costanzo Show hanno amplificato il caso, trasformandolo in dibattito nazionale.
La critica musicale è stata severa. Alcuni quotidiani hanno definito il Festival "avvelenato da una cover mascherata", parlando di scivolone imbarazzante per una veterana. Altri hanno sottolineato che l’adattamento testuale fosse comunque originale e ben costruito.
Negli anni '90, Patty ha liquidato l’episodio come "errore di distrazione", spiegando che negli anni '60 e '70 aveva spesso reinterpretato brani stranieri. Negli anni successivi, la cantante ha ricordato quel momento con ironia: "Fu il mio Sanremo più difficile, ma la voce era perfetta su quella melodia". Non ha mai chiesto scusa pubblicamente, trasformando il caso in un aneddoto della sua carriera iconoclasta.
Oggi, la vicenda di "Pigramente signora" resta uno degli episodi più discussi della storia del Festival di Sanremo. Un caso che ha intrecciato musica, memoria, diritti e leggerezza. Ma anche una prova che non ha fermato la carriera di Patty Pravo, capace di attraversare scandali e rinascite senza perdere il suo fascino ribelle.
Perché se c’è una cosa che questa storia ha dimostrato, è che la Divina ha sempre saputo cadere… e rialzarsi, pigramente signora, ma con stile.