La nuova tariffa globale di Donald Trump entra in vigore il 24 febbraio 2026 con un tasso del 10 per cento, inferiore rispetto a quanto era stato annunciato in precedenza. La misura arriva dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva bocciato gran parte dei dazi imposti nel 2025.
Il 20 febbraio 2026, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato le tariffe imposte dal presidente Trump a quasi tutti i paesi del mondo durante il cosiddetto “Giorno della Liberazione”, introdotte ad aprile 2025. La massima corte statunitense ha stabilito che una legge del 1977, l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), originariamente concepita per affrontare emergenze nazionali, non può essere usata come base legale per i dazi imposti dall’amministrazione Trump.
In pratica, la maggior parte dei dazi che Trump aveva applicato a diversi paesi nel mondo non era giustificata legalmente secondo quella legge. Questa decisione ha creato un precedente importante sulla limitazione dei poteri presidenziali in materia commerciale internazionale.
In risposta alla decisione della Corte Suprema, Donald Trump ha annunciato che avrebbe introdotto nuovi dazi globali del 10 per cento, invocando l’articolo 122 del Trade Act del 1974, senza l’approvazione del Congresso. Successivamente, il 21 febbraio, ha comunicato che l’aliquota sarebbe stata elevata al 15 per cento.
Secondo un avviso dell’agenzia doganale statunitense, è stato imposto “un dazio ad valorem aggiuntivo del 10 per cento sugli articoli importati da ogni paese”. Queste tariffe sono previste per 150 giorni a partire dal 24 febbraio, salvo specifiche esenzioni.
Secondo Bloomberg, funzionari della Casa Bianca stanno preparando un ordine formale per aumentare l’aliquota al 15 per cento.
La decisione di Trump di applicare i dazi del 15 per cento ha generato incertezza tra diversi alleati di Washington.
Di fronte all’annuncio dei nuovi dazi, il 23 febbraio 2026, il Parlamento europeo ha deciso di sospendere il processo di ratifica dell’accordo commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti, originariamente siglato nel luglio 2025.
FedEx, società globale di trasporti e servizi postali, ha avviato una causa legale per ottenere un “rimborso completo” delle tariffe di emergenza imposte dall’amministrazione Trump.
Se la causa avrà successo, potrebbe aprire la strada ad altre aziende per richiedere il rimborso dei dazi doganali aggiuntivi che hanno pagato fin dalla loro introduzione nel 2025.