Se pensate di conoscere Aka 7even solo come la star di "Amici 20" e dei tormentoni pop, vi sbagliate di grosso: dietro il nickname esplosivo di Sanremo 2026 c’è Luca Marzano, un ragazzo della Campania che ha trasformato sfide incredibili in energia creativa pura.
Dal coma a sette anni alla consacrazione a Sanremo, passando per studi casalinghi tra vinili e beat improvvisati, la sua storia è un mix di talento, resilienza e famiglia.
Ma sapete davvero chi sono i suoi genitori e dove vive oggi? Tra Napoli, Milano e le coccole della famiglia, il viaggio di Aka 7even è più affascinante di qualsiasi hit estiva.
Luca è l’ultimo di cinque fratelli e ha sempre sottolineato quanto la famiglia sia stata la sua "armatura" fin da piccolo. Suo padre, ex DJ amatoriale negli anni '90, lo ha introdotto alla musica, facendo suonare vinili pop e house in casa a Santa Maria la Carità, dove la famiglia si era trasferita dall’hinterland di Vico Equense. Da allora, i pomeriggi tra dischi e prove sono stati la prima palestra musicale di Luca.
La madre, impiegata in pulizie per un’azienda locale, è descritta come un vero pilastro nella vita del cantante. È stata lei a vegliare su Luca durante i sette giorni di coma a sette anni, pregando perché il figlio ce la facesse.
Ancora oggi, Aka racconta spesso della protezione e della vicinanza dei genitori nei suoi momenti difficili: "La mia famiglia mi ha sempre lasciato libero, ma mi ha sempre spronato e supportato, soprattutto nella musica", ha detto in una recente intervista.
Il fratello maggiore, Domenico Marzano, è musicista e produttore: ha mixato i primi demo di Luca e ha co-scritto brani importanti come "Occhi rossi". Gli altri tre fratelli vivono in Campania, lontani dai riflettori, ma restano una presenza importante, con cene domenicali rituali e dediche nei testi come "famiglia mia, mia armatura".
Aka 7even è cresciuto a Santa Maria la Carità, ma le radici familiari risalgono a Vico Equense, terra di mare, pizza e fermento musicale. La sua infanzia è stata segnata da ritmi neomelodici e rap del territorio, che hanno contribuito a formare il suo stile unico, tra pop contemporaneo e riferimenti urbani.
Il coma a sette anni ha rappresentato un punto di svolta: la famiglia ha vegliato su di lui per giorni interi, e quell’esperienza ha ispirato il numero "7" del suo pseudonimo, simbolo di rinascita e resilienza. Come racconta nel libro 7 vite, "dopo il coma ho capito che la musica era la mia ancora, la mia seconda possibilità".
Oggi la casa di famiglia è un rifugio e uno studio musicale: il garage trasformato in sala prove ha visto nascere molte delle prime canzoni di Luca, tra esercizi di chitarra, beat e vocalizzi improvvisati. Il legame con la Campania resta forte, anche se la carriera lo porta spesso a Milano e oltre.
Nel 2026, Luca divide la sua vita tra Milano, dove ha un appartamento nei Navigli vicino all’etichetta Sony, e Santa Maria la Carità, dove tornare significa ricaricarsi con la famiglia. La routine è scandita tra studio, registrazioni e Sanremo, ma ogni settimana riserva un ritorno alle origini per non perdere il contatto con i genitori e con la fidanzata Cristina Ferrara.
Con Cristina, Aka trascorre spesso weekend milanesi, ma le radici napoletane restano un punto fermo: "La mia famiglia mi ha sempre spronato a seguire la musica, ma mi ha sempre lasciato libero", ha dichiarato. Questa dualità tra Milano e Campania ha permesso a Luca di crescere artisticamente senza perdere la propria identità, mescolando influenze urbane e tradizione pop locale.
I genitori, pur vivendo in un contesto modesto, hanno sempre partecipato ai suoi successi: il papà segue i concerti quando può, la mamma lo supporta da lontano, immortalando momenti familiari sui social ma senza mai rivelare dettagli privati. Domenico resta un partner creativo fondamentale, co-scrivendo e mixando brani insieme al fratello.
La famiglia ha rappresentato per Luca un punto di riferimento costante, soprattutto dopo l’incidente infantile che lo ha segnato profondamente. L’esperienza del coma lo ha portato a considerare la musica non solo una passione, ma una forma di guarigione e rinascita.
Il contesto modesto in cui è cresciuto ha anche forgiato la sua resilienza: padre camionista, madre impiegata, garage trasformato in studio musicale e cene domenicali sono diventati il terreno fertile su cui è sbocciato il talento di Aka 7even.
Le radici familiari gli hanno permesso di affrontare Amici, Sanremo e i palchi internazionali con sicurezza, senza mai perdere la connessione con le sue origini.