23 Feb, 2026 - 16:28

Luchè: ecco dove vive oggi il rapper in gara a Sanremo 2026

Luchè: ecco dove vive oggi il rapper in gara a Sanremo 2026

Dove vive davvero Luchè? La domanda è esplosa online dopo l’annuncio della sua partecipazione al Festival di Sanremo 2026, ma la risposta ha sorpreso solo chi non ha mai ascoltato davvero le sue canzoni.

Perché se c’è una cosa che Luchè ha ribadito per anni, è stata una: Napoli non è solo la sua città natale, è stata la sua base, la sua casa, il suo quartier generale emotivo e artistico.

Mentre molti colleghi hanno scelto Milano o Roma per motivi professionali, Luchè è rimasto fedele alle sue radici partenopee. E non si è trattato solo di una questione geografica, ma di identità pura. Dal centro storico ai grandi palchi nazionali, il filo non si è mai spezzato.

Napoli casa per Luchè tra musica e famiglia

Luca Imprudente, nato il 29 gennaio 1981 a Napoli, è cresciuto nei Quartieri Spagnoli. Quel quartiere è entrato nella sua musica prima ancora che nelle interviste. Napoli è diventata il suo laboratorio creativo, il posto dove ha costruito sia la carriera con i Co’Sang sia il percorso solista.

Non ha mai ufficializzato trasferimenti stabili in altre città. Le fonti fino al 2026 hanno confermato che ha vissuto stabilmente a Napoli, dove ha mantenuto anche la sua dimensione privata.

In diverse interviste generiche ha fatto riferimento alla famiglia, alla moglie e ai figli, sempre senza spettacolarizzare nulla. Napoli è rimasta il centro della sua vita, non solo professionale ma anche personale.

Anche durante il Luchè Arena Tour 2025/2026, con date al Forum di Milano, a Bari e Padova, la città partenopea è rimasta il suo punto di partenza e di ritorno. L’evento a Piazza del Plebiscito nel 2024 lo ha consacrato simbolicamente "re di casa", davanti al suo pubblico, nella sua città.

Le canzoni che hanno raccontato Napoli vera

Chi ha ascoltato "Potere" del 2018 ha sentito chiaramente quanto Napoli sia stata centrale nel suo immaginario.

La title-track è diventata un manifesto identitario, con riferimenti espliciti ai Quartieri Spagnoli e a una crescita forgiata dalla strada. In "Sangue misto" con Ntò, storico compagno nei Co’Sang, la città è stata evocata come radice comune e destino condiviso.

Con "DINASTIA" del 2024, sempre insieme a Ntò, Napoli è tornata protagonista tra richiami a piazza del Plebiscito e al Vesuvio.

Anche nel brano "Labirinto", presentato a Sanremo 2026, le immagini di vicoli e strade partenopee sono diventate metafora di crescita personale e consapevolezza.

Luchè ha infuso Napoli in quasi tutta la sua produzione, rendendola protagonista indiscussa. Non è stata solo scenografia, ma sostanza narrativa. Il dialetto, la cazzimma, il senso di appartenenza sono diventati strumenti espressivi.

Il rapporto viscerale tra Luchè e la città

Nel corso degli anni Luchè ha raccontato Napoli con amore e critica, senza filtri. A Rolling Stone Italia nel 2019 ha definito il legame come una relazione intensa: Napoli è stata "spettacolo e tragedia, carezza e schiaffo".

Ha spiegato che il vero amore ha avuto sempre una punta di conflitto, e che per essere leader della città ha dovuto amarla e odiarla allo stesso tempo.

Durante "Take Away" nel 2023 ha detto che Napoli ha dovuto cambiare mentalità, sottolineando come il rap napoletano sia esploso non solo stilisticamente ma sociologicamente. "Parlo di quello che vedo", ha raccontato, facendo riferimento a palazzi e realtà condivise.

Ha perfino paragonato Napoli alla Giamaica per intensità culturale. Nel 2014, a Studio Aperto, ha lanciato un appello per il riscatto della città senza vittimismo, auspicando che diventasse capitale della civiltà e non fosse ricordata solo per la cronaca nera.

Anche nel 2026, intervistato da Gazzetta sul Napoli calcio, ha parlato di un rapporto intimo, vissuto nei momenti belli e brutti, definendolo il break necessario quando ha lavorato tanto.

I suoi social hanno raccontato quotidianità con skyline del Vesuvio, mare partenopeo, scorci riconoscibili. Non si è trattato di nostalgia costruita, ma di presenza costante. Luchè non ha mai tagliato il cordone con la sua città, neanche quando la carriera lo ha portato lontano per settimane.

Napoli come identità, non solo indirizzo

Dire che Luchè ha vissuto a Napoli non è stato solo un dato anagrafico. È stata una dichiarazione identitaria. La città ha modellato il suo linguaggio, la sua estetica, la sua attitudine. Dalla stagione con i Co’Sang fino ai lavori solisti, tutto è partito da lì.

Anche artisticamente ha continuato a collaborare con artisti legati al territorio, come Ntò, mantenendo studi di registrazione locali e una rete creativa fortemente radicata. Napoli è rimasta il centro della sua mappa personale.

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