Nel panorama musicale del 2026, dominato da sonorità urban, spicca un nome che per molti rappresenta una novità assoluta, ma che per la storia dello spettacolo italiano porta con sé un’eredità pesantissima: Tredici Pietro.
Al secolo Pietro Morandi, il giovane rapper bolognese è l'ultimogenito di una delle icone più amate del nostro Paese. Anche se per le nuove generazioni, la cosiddetta Gen Z, il nome del padre potrebbe non evocare immediatamente la grandezza di un’intera epoca televisiva e musicale, si parla di un pilastro che ha venduto oltre 50 milioni di dischi.

Potrebbe sembrare una domanda banale per chi è cresciuto tra gli anni Sessanta e i Duemila, ma è lecito chiedersi: chi è davvero il papà di Pietro? Il genitore è Gianni Morandi, l’"Eterno Ragazzo" della musica leggera italiana.
Nato a Monghidoro nel 1944, Gianni non è solo un cantante, ma un vero e proprio monumento nazionale che ha saputo attraversare le epoche: dai successi in bianco e nero come Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte e In ginocchio da te, fino alla vittoria del Festival di Sanremo nel 1987 con Si può dare di più.
Gianni Morandi rappresenta il prototipo dell'artista completo: attore di "musicarelli", conduttore di edizioni storiche del Festival di Sanremo e, negli ultimi anni, vera star dei social grazie alla sua spontaneità e alla celebre gestione della pagina Facebook (spesso aiutato dalla moglie Anna Dan, madre di Pietro).
Per capire l'influenza di Morandi padre, basti pensare che è stato capace di collaborare con giganti come Lucio Dalla e, più recentemente, di scalare le classifiche estive insieme a Jovanotti e Fabio Rovazzi, dimostrando una capacità di adattamento che pochi artisti al mondo possiedono.

Essere il figlio di un titano come Gianni Morandi non è stato affatto una passeggiata di salute per Pietro. Nato nel 1997, il rapper ha vissuto gran parte della sua giovinezza cercando di scappare da quel cognome così ingombrante.
La scelta dello pseudonimo Tredici Pietro (ispirato al numero di amici della sua comitiva storica di Bologna) è stata una dichiarazione d'indipendenza: voleva che la sua musica - un mix di rap vecchia scuola, soul e R&B - venisse giudicata per il suo valore e non per il DNA.
In diverse interviste, Pietro ha confessato che la figura del padre è stata una "grossa ombra" dalla quale è stato difficile uscire. Il rapper ha attraversato momenti estremamente bui, specialmente dopo il trasferimento a Milano, dove si è sentito smarrito e "sfigato" in una città che impone ritmi frenetici e un'estetica della perfezione a tutti i costi.
Questo disagio è sfociato in una crisi profonda, segnata da comportamenti autolesionistici e dall'abuso di sostanze, in particolare un mix di psicofarmaci e medicinali. Di questo "tilt emotivo", i genitori Gianni e Anna non sapevano nulla fino a quando Pietro non ha deciso di parlarne apertamente attraverso i testi delle sue canzoni, come in Big Panorama.
Oggi, in vista del debutto tra i big al Festival di Sanremo 2026, il rapporto tra i due sembra essere entrato in una fase di maturità e rispetto. Gianni, da veterano del palco, ha scelto di non "invadere" lo spazio del figlio, evitando persino i classici post di congratulazioni sui social per lasciargli tutta la scena.
Dal canto suo, Pietro ha finalmente fatto pace con le sue origini, ammettendo che proprio da papà Gianni ha imparato la lezione più importante: il valore del lavoro. Prima di sfondare nella musica, Pietro ha lavorato come cameriere e in pizzeria, seguendo il consiglio del padre: "O studi, o vai a lavorare".