21 Feb, 2026 - 18:25

Andrea Lucidi: "Sono inserito nella black list dell'Ucraina, ma mai avuto tanta paura come in Turchia"

Andrea Lucidi: "Sono inserito nella black list dell'Ucraina, ma mai avuto tanta paura come in Turchia"

Andrea Lucidi, contattato da Tag24 dopo il fermo subito in Turchia, confida che non ha mai vissuto un'esperienza del genere.

Eppure, da anni è impegnato come giornalista sugli scenari di guerra di mezzo mondo ed era andato in Turchia, un Paese non in guerra, solo per preparare un servizio televisivo per il programma "Ombre internazionali" sul canale 122.

Ma tant'è: per lui, come per altri operatori dell'informazione indipendente e attivisti dei diritti umani, sono scattate le manette. E si sono aperte le porte di quello che chiama "lager".

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Un atto di intimidazione politica

denuncia Lucidi a Tag24.

Lucidi nella black list dell'Ucraina ma intimorito in Turchia

Andrea Lucidi, nei giorni scorsi, ha raccontato a Tag24 che il suo nome fa parte di una lista nera stilata presumibilmente dai servizi ucraini che lo etichettano come nemico dell'Ucraina. Alcune delle persone che fanno parte di questa lista sono morte - è stata la sua testimonianza - e accanto al loro nome è comparsa la scritta "liquidato".

Lucidi ha detto che per questo ha paura. Ma che questo sentimento, ora, è nulla rispetto a ciò che ha passato in Turchia:

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La mattina del 19 febbraio, intorno alle 12:30, sono stato fermato dalla polizia dopo un'intervista fatta nella sede dell'associazione Avvocati del popolo a un avvocato e a un ex prigioniero sul tema della repressione politica in Turchia. All'uscita, io e il resto della delegazione internazionale di cui facevo parte abbiamo trovato la strada sbarrata e dei poliziotti in borghese che ci hanno arrestato

Lucidi racconta che nessuno di loro parlava inglese. Che nessuno ha spiegato loro il motivo dell'arresto. E che si sono rifiutati di assecondare le richieste di assistenza consolare.

In pratica, erano improvvisamente diventati tutti prigionieri in loro balia. Tanto è vero che sono stati deportati in quello che Lucidi considera un vero e proprio lager:

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Siamo stati perquisiti, ci hanno sequestrato tutto ciò che avevamo e siamo stati deferiti alla polizia di frontiera che ci ha caricato su un autobus e ci ha condotto in una struttura detentiva molto fuori Istanbul, di fatto un lager. Dopo ore di comportamenti brutali e minacciosi da parte della polizia, siamo stati portati in aeroporto e hanno iniziato le procedure di espulsione

La gendarmeria, a quel punto, ha tentato persino di estorcere 600 euro a Lucidi:

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Ma è interessante notare, in ogni caso, che io in tutto questo non ho mai ricevuto alcun documento da parte dei turchi. In mano non ho nulla che testimoni ciò che ho vissuto...

Lucidi: "È stata un'intimidazione politica"

Ma perché è accaduto tutto questo?

Andrea Lucidi si dice convinto che si sia trattata di un'intimidazione politica:

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Evidentemente, per il governo turco, ci sono dei temi che i giornalisti stranieri non possono toccare come quello degli oppositori politici e delle loro condizioni di detenzione. Lo hanno fatto capire molto bene e noi dovevamo essere d'esempio anche per gli altri

Il comunicato di Donbass Italia

Sta di fatto che la vicenda di Lucidi in Italia è venuta a galla grazie a un comunicato di Donbass Italia ripreso dall'Ansa. In quello stesso comunicato, l'agenzia di stampa ha tenuto a sottolineare che Lucidi è vicino alle posizioni russe...

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È stata un'etichettatura fuori luogo, utile solo a polarizzare l'opinione pubblica: la guerra russo-ucraina non ha niente a che vedere con il mio arresto in Turchia. Hanno arrestato anche persone che non sono mai state in Donbass. È stata solo una strumentalizzazione, quella definizione è servita solo ad allungare l'ombra del potenziale cattivo. International Reporters è solo uno dei media con cui collaboro e non è finanziato dal Cremlino

Ora, in ogni caso, Lucidi vuole chiedere conto di ciò che è accaduto allo Stato turco:

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Fa parte della Nato, ha aspirazioni europee e utilizza i soldi Ue per costruire lager come quello in cui sono finito io

Forse, questa storia non è ancora finita.

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