Andrea Lucidi, contattato da Tag24 dopo il fermo subito in Turchia, confida che non ha mai vissuto un'esperienza del genere.
Eppure, da anni è impegnato come giornalista sugli scenari di guerra di mezzo mondo ed era andato in Turchia, un Paese non in guerra, solo per preparare un servizio televisivo per il programma "Ombre internazionali" sul canale 122.
Ma tant'è: per lui, come per altri operatori dell'informazione indipendente e attivisti dei diritti umani, sono scattate le manette. E si sono aperte le porte di quello che chiama "lager".
denuncia Lucidi a Tag24.
Andrea Lucidi, nei giorni scorsi, ha raccontato a Tag24 che il suo nome fa parte di una lista nera stilata presumibilmente dai servizi ucraini che lo etichettano come nemico dell'Ucraina. Alcune delle persone che fanno parte di questa lista sono morte - è stata la sua testimonianza - e accanto al loro nome è comparsa la scritta "liquidato".
Lucidi ha detto che per questo ha paura. Ma che questo sentimento, ora, è nulla rispetto a ciò che ha passato in Turchia:
Lucidi racconta che nessuno di loro parlava inglese. Che nessuno ha spiegato loro il motivo dell'arresto. E che si sono rifiutati di assecondare le richieste di assistenza consolare.
In pratica, erano improvvisamente diventati tutti prigionieri in loro balia. Tanto è vero che sono stati deportati in quello che Lucidi considera un vero e proprio lager:
La gendarmeria, a quel punto, ha tentato persino di estorcere 600 euro a Lucidi:
Ma perché è accaduto tutto questo?
Andrea Lucidi si dice convinto che si sia trattata di un'intimidazione politica:
Sta di fatto che la vicenda di Lucidi in Italia è venuta a galla grazie a un comunicato di Donbass Italia ripreso dall'Ansa. In quello stesso comunicato, l'agenzia di stampa ha tenuto a sottolineare che Lucidi è vicino alle posizioni russe...
Ora, in ogni caso, Lucidi vuole chiedere conto di ciò che è accaduto allo Stato turco:
Forse, questa storia non è ancora finita.