L'affluenza alle urne sarà decisiva per decretare la vittoria o la sconfitta al referendum costituzionale sulla Riforma della Giustizia il prossimo 22 e 23 marzo.
E non perchè sia necessario raggiungere un certo quorum per la validità della consultazione referendaria (come accade ad esempio per i referendum abrogativi), bensì perchè l'esito del voto potrebbe cambiare in base alla percentuale dei votanti.
E' quanto emerge dall'ultimo sondaggio realizzato da YouTrend per Sky TG24 sulle intenzioni di voto degli italiani a conferma di un trend che va consolidandosi con l'avvicinarsi dell'appuntamento elettorale.
La partita è più che mai aperta e l'esito dipenderà in larga misura dall'affluenza alle urne: l'alta affluenza potrebbe risultare favorevole al sì, viceversa una platea di votanti più ristretta, favorirebbe il no.
Si tratta naturalmente di previsioni che tuttavia evidenziano come la sfida sia davvero all’ultimo voto, dove pochi punti percentuali possono cambiare radicalmente il risultato finale.
Nel primo scenario elaborato dal sondaggio, si ipotizza un’affluenza alta, pari al 59,6%, includendo sia coloro che dichiarano che voterebbero sicuramente sia quelli che affermano che probabilmente si recheranno alle urne. In questo caso, il Sì risulta in vantaggio con il 51,0% dei consensi.
Il margine è ridotto, ma sufficiente a garantire la vittoria. Il vantaggio del Sì, tuttavia, non lascia dormire sogni tranquilli al governo, soprattutto alla luce dell'ulteriore crescita del No.
Rispetto all'ultima rilevazione, infatti, anche il questo scenario di alta affluenza il No fa registrare una crescita significativa di 1,6 punti percentuali.
E' il segnale che la campagna elettore del fronte contrario alla riforma sta progressivamente ampliando il proprio bacino elettorale, anche puntando sulla politicizzazione del voto.
???? #Sondaggio Youtrend per @SkyTG24: la partita del #referendumcostituzionale sulla riforma della #giustizia rimane aperta e molto dipenderà da quanti andranno al voto. Al momento il Sì è in testa con il 51,0% nello scenario con affluenza alta (59,6%, includendo coloro che… pic.twitter.com/9L154tRPP8
— Youtrend (@you_trend) February 20, 2026
Il secondo scenario, invece, prende in considerazione un’affluenza più bassa, pari al 48%, calcolata includendo esclusivamente coloro che dichiarano che voterebbero sicuramente.
Qui il quadro cambia in modo significativo perchè il No passa in vantaggio con il 51,5%, superando il Sì.
È un ribaltamento che pesa politicamente. In un contesto di minore partecipazione, il fronte contrario alla riforma sembrerebbe beneficiare di un elettorato più motivato e compatto.
Anche in questo caso il No registra una crescita, seppur più contenuta rispetto allo scenario precedente: +0,4 punti percentuali rispetto alla rilevazione dell’11 febbraio.
Questo dato rafforza l’idea che la partita si giochi soprattutto sulla capacità di mobilitare gli elettori meno convinti.
La campagna referendaria, incentrata principalmente sulla trasformazione del voto in un referendum sul governo, sta producento effetti concreti sull'opinione pubblica.
Ma la vera chiave resta una: quanti cittadini andranno effettivamente a votare?
A un mese dall'apertura delle urne, il referendum sulla riforma della giustizia non ha un esito scontato. La distanza tra Sì e No è minima in entrambi gli scenari, e il fattore determinante resta l’affluenza.
E, come mostrano i numeri, ogni voto potrebbe davvero fare la differenza.