Vincenzo De Luca, ex presidente della Regione Campania, ha annunciato ufficialmente la sua candidatura a sindaco di Salerno.
A 76 anni, così, rompe gli indugi in un contesto elettorale già infuocato dopo le dimissioni dal palazzo di città del suo fido, Vincenzo Napoli.
L'annuncio, reso pubblico ieri, arriva a pochi mesi dalle elezioni amministrative previste per maggio, con De Luca pronto a tornare alla guida della città per la quinta volta.
Vincenzo De Luca ha confermato la discesa in campo a margine di un convegno alla Camera di Commercio di Salerno, intitolato "La libertà di partire, il diritto di restare", davanti a una platea di fedelissimi tra cui il figlio Piero, deputato Pd e segretario regionale del partito.
De Luca senior ha delineato un programma centrato su sicurezza, rinnovamento urbano e rilancio economico:
De Luca ha già attivato tre liste civiche che sono già in piena attività sul territorio, supportate dal Psi.
Con la conquista della fascia tricolore, punta anche a diventare presidente della Provincia di Salerno, occupando lo scranno più alto di Palazzo Sant'Agostino.
Ma intanto l'ex governatore, che è stato già sindaco di Salerno dal 1993 al 2001, liquida le dimissioni di Napoli come preludio alla sua ricandidatura, promettendo di "bonificare completamente" Salerno e di ricreare entusiasmo con nuovi investimenti.
Di certo, la sua mossa brucia sui tempi gli avversari: il centrodestra tentenna sul nome di Gherardo Marenghi, mentre un Campo largo alternativo a De Luca composto da M5S, Sinistra Italiana e Azione, fatica a definire un candidato unico.
De Luca ha archiviato con ironia il Campo largo del centrosinistra:
ha sentenziato, rispondendo piccato a chi insisteva su alleanze con il Pd locale, il Movimento 5 Stelle e altre formazioni di sinistra:
ha chiesto con il suo solito sarcasmo. Pur con il figlio Piero segretario regionale Pd, Vincenzo non implora certo convergenze: ha già completato le sue liste civiche, sottraendo il Psi al fronte ampio.
Quanto al Pd salernitano, finora, non si è schierato contro De Luca, mentre Elly Schlein ha rimesso la patata bollente nelle mani del figlio Piero.
L'ex presidente, in ogni caso, denuncia il pantano delle trattative, preferendo un assalto solitario:
e ha liquidato il Campo largo come un "disegno utopico".
Fatto sta che la sua ricandidatura a Salerno segna una rottura che mina tutto il centrosinistra campano: De Luca, come al solito, punta su un consenso trasversale basato sul suo passato amministrativo.