21 Feb, 2026 - 15:58

Chi è Carmelo Cinturrino, il poliziotto indagato per l'omicidio di Abderrahim Mansouri a Rogoredo

Chi è Carmelo Cinturrino, il poliziotto indagato per l'omicidio di Abderrahim Mansouri a Rogoredo

Si chiama Carmelo Cinturrino, ha 41 anni ed è assistente capo al commissariato di Mecenate, a Milano, il poliziotto che lo scorso 26 gennaio ha sparato al 28enne Abderrahim Mansouri, presunto pusher, nel boschetto della droga di Rogoredo. Considerato uno degli agenti più esperti della sua squadra, negli anni avrebbe portato a termine numerose operazioni antidroga. Tanto da ricevere, nel 2017, una menzione speciale dall'allora capo della polizia Franco Gabrielli. 

Le testimonianze sulle presunte richieste di denaro

Nelle zone in cui operava - oltre a Rogoredo, quella di Corvetto -, Cinturrino sarebbe stato conosciuto anche con lo pseudonimo di "Luca". E con lo stesso pseudonimo avrebbe chiesto soldi e droga ai pusher locali, tra cui Mansouri.

Lo riporta Il Giorno, ricostruendo lo scenario - ancora tutto da verificare - emerso in questi giorni dai racconti degli amici del 28enne morto nella sparatoria avvenuta lo scorso 26 gennaio nel boschetto della droga milanese.

"Ci metteva tutti in fila", la sintesi delle testimonianze. Alcune delle quali avrebbero quantificato "il pizzo" richiesto dall'agente in almeno 200 euro e 5 grammi di cocaina su base quotidiana. Testimonianze "rafforzate" dalle dichiarazioni dei colleghi.

Che avrebbero parlato, davanti agli inquirenti, di "arresti forzati e altri evitati" - scrive Il Corriere della Sera -, "aggressioni fisiche e pestaggi". "Ha gestito tutto lui in quelle fasi, noi non c'entriamo", la sintesi in relazione alla sera dell'omicidio.

La sparatoria e la versione della legittima difesa

Cinturrino ha dichiarato davanti al pm Giovanni Tarzia di aver sparato a Mansouri dopo averlo visto impugnare un'arma e puntargliela contro. Versione che continua a ripetere tuttora, invocando la legittima difesa.

La Procura però non gli crede, o almeno non del tutto, e ha avviato accertamenti balistici e genetici sulla pistola, risultata una replica a salve. Il punto è che, secondo i familiari del 28enne morto, non era sua.

Tra le ipotesi, quindi, c'è quella che possa essere stata portata sul posto da un agente allontanatosi mentre Mansouri era già a terra, e utilizzata per coprire quanto realmente accaduto.

Se dovesse emergere che la vittima non l'ha mai impugnata, assumerebbe credito anche la tesi della "vendetta" avanzata dal fratello del 28enne, secondo cui l'agente "gliela aveva giurata".

La posizione degli altri quattro agenti indagati

Si tratta per ora solo di ipotesi. Cinturrino è indagato per omicidio volontario; i quattro agenti che erano con lui per favoreggiamento e omissione di soccorso.

Durante gli interrogatori, avrebbero spiegato che Cinturrino disse loro di aver già chiamato il 118. La telefonata sarebbe invece partita solo 23 minuti dopo. 

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